venerdì 20 febbraio 2015

La cucina ad isola.

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La cucina con l'isola in passato era un sogno che in pochi casi diventava realtà.
Bastava non avere le giuste dimensioni o un budget non idoneo o magari il giusto coraggio, per  optare alla fine per la tradizionale composizione ad angolo o lineare.
Oggi la maggior parte dei miei clienti mi chiede un' isola o una penisola o comunque una qualche appendice che movimenti la composizione e la renda più "attuale".
Sembrerebbe quindi che l'aumento della richiesta sia originato da una evoluzione del gusto e legato all'estetica più che alla funzionalità.
In ogni caso è indubbio che una composizione che preveda un'isola o una penisola alla fine risulti più particolare e in questo post cercherò di chiarire quali sono i requisiti minimi per scegliere una soluzione di questo tipo.
In particolare oggi parlerò solo dell' isola rimandando al prossimo post l'argomento "penisola e simili".
L'isola, lo dice la parola stessa, è sganciata dal resto della composizione e può essere essenzialmente di due tipi:
  • isola attrezzata con lavello e/o piano cottura e/o altri elettrodomestici;
  • isola contenitiva con solo piano di lavoro.
In entrambi i casi l'isola può essere dotata di un piano snack.
 
Per l'isola attrezzata è necessario aver provveduto anzitempo a predisporre gli impianti a pavimento.
Senza una corretta predisposizione è quasi impossibile realizzarla.
Dico "quasi" perché vi sarebbe qualche possibilità di inserirla comunque anche senza la predisposizione e in seguito ti spiegherò come e in quali casi.
Ma incominciamo con un esempio.
cucina con isola
 
 
In questa soluzione ho ipotizzato una stanza piuttosto piccola che non è nata certamente per ospitare una cucina con queste caratteristiche.
Ma supponendo che hai un ambiente di queste dimensioni e che vuoi provare ad inserire un'isola ecco quali sono gli ingombri che devi rispettare:
  • Devi lasciare almeno un metro di spazio tra la zona lavello e la parte posteriore che in questo caso è attrezzata con dei contenitori ma che potrebbe essere anche una semplice parete.
  • Devi consentirti un agevole passaggio laterale più o meno grande quanto una porta e quindi almeno 90 cm.
  • Devi praticamente rinunciare al tavolo.
  • Devi realizzare un'isola non più grande di cm 250, sufficiente comunque a contenere lavello e piano cottura oltre che cassettiera e lavastoviglie.
Credo che sarà molto difficile che tu adotti questa soluzione a meno che  non abbia uno spazio adiacente dove inserire tavolo e sedie o ti accontenti di una piccola sporgenza del piano dell'isola per ricavare uno snack e consumare scomodamente i tuoi pasti.
La tipologia di cucina con isola viene anche comunemente detta "all'americana" forse perché nei film americani vediamo di frequente scene intriganti con banconi superattrezzati su cui i personaggi preparano e consumano abbondanti colazioni.
julianne-moore-cucina_thumbnail
Le abitudini degli Americani però sono diverse dalle nostre.
Le nostre colazioni sono piuttosto fugaci e siamo abituati a metterci comodi a tavola per il pranzo e la cena e difficilmente rinunciamo al tavolo in cucina.
 
 
Se non vuoi quindi rinunciare al tavolo devi necessariamente avere uno spazio maggiore il che significa o ambiente unico o cucina molto più grande.
Prima di postare le immagini di alcune soluzioni ti spiego cosa fare per inserire un'isola attrezzata in mancanza della giusta predisposizione.
E per farlo ti mostro una soluzione realmente attuata.
Un mio cliente aveva acquistato una casa già rifinita e non vi era nessuna predisposizione per un'isola attrezzata e non si potevano in nessun modo portare gli scarichi e il gas al di sotto della pavimentazione perché vi era un riscaldamento a pavimento.
Ma non si è dato per vinto e mi ha chiesto una soluzione tecnica per realizzare una cucina ad isola.
Ho  trovato una soluzione con questi espedienti:
  • realizzazione di un controsoffitto in cartongesso nel quale far passare l'alimentazione elettrica della cappa e la canalizzazione dei fumi;
  • inserimento di un piano snack scatolato nel quale far passare tubo del gas, alimentazione elettrica di p.c. e lavastoviglie, acqua e scarico.
cucina con isola
In realtà non è una vera e propria isola ma il gioco dei volumi e dei colori fa si che l'effetto finale vi sia molto vicino.
Ti mostro ora alcuni esempi di cucine con isola.
 
Layout 1
 
Questa soluzione di Aran (mod. Bella) è molto interessante per il setto centrale rialzato che divide l'isola in zona operativa e zona living mascherando così la zona cottura.
Sempre del modello Bella  ecco un' isola più articolata
Layout 1
 
 
 
 
 
Di stile classico sono queste composizioni bellissime di Acquacotta by Marchetti
Layout 1
 
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Torniamo al moderno con un'isola spaziale della ditta Gatto
gatto_cucine_modello_sheer gatto-cucine
Tutto raccolto in una sfera... pazzesco!
 
Meno spaziale ma comunque insolita quest'isola sinuosa del modello Volare presentata da Aran Cucine
aran-volare-cucina
 
 
Ed ora un mio progetto
industrial desig
 
 
Gli ingombri delle isole variano a seconda della soluzione che desideri, del modello che scegli e dello spazio di cui disponi.
In questo post mi sono limitato quindi ad indicarti gli ingombri minimi per un'isola attrezzata lasciando a te il compito di valutare se ci sono gli estremi per inserirla.
Ti consiglio in ogni caso di farti seguire da un buon progettista o dal tuo rivenditore di fiducia ( non ti dimenticar di me) che ti potrà guidare verso la soluzione migliore.
Un accenno veloce all'isola non attrezzata.
Per una semplice isola senza lavello e piano cottura è tutto più semplice.
La puoi realizzare di qualsiasi misura tenendo presente, oltre agli spazi di transito e di lavoro di cui ti ho già parlato, della proporzione dell'isola:
più è grande più bella.
Al prossimo post.
Michele De Biase
p.s.
scrivo i miei articoli nei pochi momenti liberi e lo faccio volentieri per offrire dei contenuti originali frutto della mia esperienza.
Mi farebbe molto piacere conoscere il tuo punto di vista:
è stato utile?
manca qualcosa?
potrei migliorare in qualcosa?
Fa un piccolo sforzo e lascia un tuo commento... ci vuole davvero poco.
Grazie.

domenica 15 febbraio 2015

Cucina in laminato o in legno?

Continuo a parlare in questo articolo delle domande frequenti sulle cucine componibili.homer-dubbioso
Affronterò quindi le seguenti domande frequenti :
"legno o laminato?"
"laccato o laminato?"
 
In realtà queste domanda ne sottintendono altre simili che vanno dalla richiesta di chiarimenti sulle differenze tra l'uno e l'altro materiale ai costi.
Il chiarimento va esteso anche alla differenza in genere tra i vari materiali incluso il laccato ed il legno massello ma mi limiterò a parlare in sintesi dei materiali più utilizzati, al fine di evitare una noiosa lezione tecnica.
 
IL LAMINATO
Per laminato si intende, nel linguaggio comune, un materiale di rivestimento di natura sintetica.
Esistono vari tipi di laminato che si differenziano tra loro per la finitura e per lo spessore.
Questo materiale si è molto evoluto rispetto a qualche anno fa e può simulare il legno e il laccato tanto bene che anche un esperto può non riconoscerlo.
E' molto resistente, non cambia colore nel tempo, è lavabile e "maltrattabile" tanto da essere utilizzato in cucina in modo sempre più frequente sia sui frontali che sui piani di lavoro.
Costa mediamente meno del legno e del laccato senza che ne sia compromessa la qualità totale e la durata nel tempo della cucina.
Bisogna ricordare che la differenza reale è tutta in pochi decimi di millimetro di spessore nel senso che la struttura sulla quale si opera il rivestimento è la stessa.
Quindi su una base di "Truciolare" o "M.D.F." si applica un rivestimento di pochi decimi di millimetro che può essere vero legno (impiallacciato) o materiale plastico (laminato e simili) o si vernicia (laccato).
Una cucina in buon laminato, se ben progettata, può essere inserita anche negli ambienti unici e l'effetto finale è tale da non far rimpiangere buona parte degli stili richiesti ad eccezione dello stile " classico".
Per classico intendo anche il "Country", il " Rustico" il genere " Shabby Chic", il "Provenzale" e così via.
Per il classico per me va bene solo il vero legno, magari massello.
IL LACCATO
Vi è un po' di confusione su questo termine.
laccare
Spesso con la parola "laccato" i clienti intendono "colorato" o "non venato" o "lucido".
Per "laccato" si intende verniciato e la verniciatura può essere opaca, lucida, semilucida, effetto seta, effetto goffrato, effetto anticato, effetto pennellato, effetto cracklè e chissà quante altre finiture ancora.
Quindi la differenza sta nella lavorazione:
il laminato è un rivestimento che si applica su un pannello;
il laccato è una verniciatura che si fa su un pannello.
Questa differenza apparentemente minima diventa enorme in termini di costi finali soprattutto a causa del processo di industrializzazione del prodotto.
In pratica realizzare un prodotto in laminato costa molto meno all'azienda produttrice e di conseguenza arriva sul mercato con un prezzo contenuto.
La differenza in termini visivi non è semplice da vedere soprattutto sulle laccature uniformi.
Chiaramente un prodotto ben laccato è più rifinito di uno in buon laminato.
Niente giunzioni, niente difetti in controluce, maggiore uniformità sulla versione lucida e migliore sensazione al tatto.
Ma come ho già detto prima, con il tempo le differenze estetiche si assottigliano e il costo del laminato è sempre più competitivo.
In alcuni casi è necessario utilizzare il laccato come ad esempio nel caso in cui si desidera un particolare colore o quando la superficie non è perfettamente piana.
Il laccato può essere resistente quanto il laminato e se in genere lo si classifica come più delicato è vero anche che è più semplice da riparare.
Per la pulizia è bene ricordare che sul laccato è quasi sempre sconsigliabile utilizzare prodotti aggressivi.
 La scelta quindi deve essere fatta considerando più fattori da quella economico a quello pratico non trascurando le proprie aspettative ed il proprio carattere.
IL LEGNO
Senza entrare nei dettagli tecnici diciamo che ci sono essenzialmente due tipologie di cucina in legno:matita temperata
La cucina rivestita in vero legno;
La cucina tutta in legno pieno.
LA CUCINA CON ANTE RIVESTITE IN LEGNO
Il termine tecnico usato per definire un rivestimento in legno è "impiallacciato".
Il "piallaccio" o "piallaccia" è un sottilissimo strato di legno nobile che viene applicato sulla superficie di pannelli di varia natura mediante un'operazione definita appunto "impiallacciatura".
Io ho visitato tempo fa una fabbrica risalente agli inizi del novecento ancora attiva e rimasi impressionato nel vedere questi tronconi di legno infilati in una sorta di temperamatite gigante.
Dalla rotazione del tronco  fuoriusciva il piallaccio esattamente come quello della matita mentre si tempera.
Le ante impiallacciate vengono poi trattate per la rifinitura e il processo industriale è piuttosto elaborato tanto che il costo finale può essere molto elevato in base alla qualità dell'essenza.
Quindi una cucina con ante impiallacciate è decisamente per palati fini dal momento che la differenza con i laminati non è sempre così evidente.
LA CUCINA CON ANTE IN LEGNO PIENO
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Il termine usato per indicare il legno pieno è "Massello".
Lo ritroviamo facilmente nelle cucine in stile e viene prodotto sia dall'industria
( che però lo utilizza solo sui frontali ) che dalle aziende artigianali le quali ne fanno largo uso in tutti i componenti della cucina.
Quest'ultimo argomento merita un articolo a parte sia per la sua complessità che per il suo fascino per cui mi riprometto di parlarne in un post successivo.
Concludo così rispondendo alla domanda iniziale se è meglio il legno o il laminato(o il laccato).
In ambienti cucina molto "operativi" opta per il laminato (se ti piace il moderno).
In ambienti unici o comunque a vista o in cucine importanti, valuta pure  il laccato o il legno, soprattutto se hai un buon occhio ai dettagli e ... se hai un buon budget.
Michele De Biase

domenica 8 febbraio 2015

Domande frequenti e risposte sulle cucine componibili



Le domande trattate in questo post:
“Le cucine componibili di marca si realizzano su misura?”
“Le cucine in offerta sono su misura?”
“Frigo incassato o libero?”
 
Nei 29 anni di vendita di cucine ho avuto modo di conoscere approfonditamente le ansie e i dubbi dei miei clienti in procinto di acquistare la propria cucina.
La maggior parte dei timori nasce chiaramente da una innocente ignoranza dovuta principalmente al fatto che a differenza di tanti altri prodotti di largo consumo, l’acquisto di una cucina si fa in media solo due volte nell’arco della vita.
Alcune domande sono più frequenti di altre e sono rimaste più o meno inalterate nell’arco degli anni.
In questo post inizierò a parlare delle più frequenti dando le giuste risposte.
Probabilmente alcune domande ti sembreranno ovvie ma se ne parlo, evidentemente non sono così scontate per tutti.
” Le cucine componibili di marca si realizzano su misura?”
sartoria
Si, assolutamente si!
Le cucine esposte sono solo degli esempi di composizione e servono ad avere un’idea di massima di un modello.
Se vedi una composizione lineare non devi scartarla perché tu cerchi una soluzione ad angolo e viceversa.
Puoi cambiare la composizione, le maniglie, il piano di lavoro, gli elettrodomestici e il colore.
Dopo aver selezionato un modello si può procedere ma è necessario conoscere le dimensioni della stanza con tutti i vincoli possibili, scarichi, prese, finestre, termosifoni, porte, cassonetti, rivestimenti ed altro.
Ed è soprattutto importante che il progettista  comprenda i tuoi bisogni e le tue aspettative.
Dopo un analisi approfondita di questi fattori si procede con il progetto fino alla realizzazione della tua cucina che è in tutto e per tutto un abito su misura.
“Ma questo vale anche per le offerte?”
Dipende dal tipo di offerta.
Ci sono ad esempio le offerte sulle cucine esposte.
In questo caso è più difficile realizzarle su misura.
E’ come se trovassi un abito di taglia 52 in offerta e lo acquistassi per tuo figlio.
abito largo
Puoi acquistarlo ugualmente perché magari il prezzo è conveniente ma gli starà largo e  dovrai farlo restringere da un sarto e quindi a questo punto non so quanto sia conveniente.
L’ideale è trovare la misura giusta e questo è davvero molto difficile.
Sebbene in alcuni casi sia possibile fare delle variazioni, in generale si può dire che  la cucina “pronta consegna” non è quasi mai un prodotto “su misura”.
Stesso discorso vale per le offerte di cucine bloccate.
Questa tipologia consiste in composizioni standard, in genere lineari, offerte ad un prezzo più basso.
Vale per queste “bloccate” la stessa cosa di quelle in esposizione.
Infatti se hai la fortuna di avere uno spazio ad esempio di cm 361 e la cucina in offerta è lunga cm 360 allora potrebbe convenirti .
Se le tue esigenze sono diverse devi accontentarti di soluzioni spesso arrangiate perché, sebbene puoi variare la disposizione degli elementi o aggiungere altri pezzi , non puoi cambiare elementi importanti come ad esempio gli elettrodomestici.
“E’ meglio il frigorifero incassato o quello di libera installazione?”
Frigorifero2
Questa domanda è diventata più frequente negli ultimi tempi e la risposta non può essere secca perché dipende da una serie di fattori.
La richiesta del frigorifero libero è aumentata ed argomentata in vari modi tipo:
  • “i frigoriferi incassati sono piccoli”
  • “i frigoriferi liberi sono migliori”
  • “i frigoriferi incassati si guastano prima”
  • “quelli incassati se si guastano è difficile sostituirli”
  • “quelli incassati costano di più”
Più o meno queste domande non sono del tutto infondate.
Se hai bisogno di un frigorifero molto capiente è bene optare per il
“free standing” . Chiediti piuttosto se hai davvero bisogno di un frigo molto capiente.
I frigoriferi liberi possono avere migliori prestazioni a parità di prezzo.
I frigoriferi incassati si guastano più facilmente se non sono ben arieggiati e bisogna sostituirli con frigoriferi di uguali dimensioni e in alcuni casi non è possibile sostituirli ( vedi il frigo Hyper Ariston andato fuori produzione) se non con modifiche da operare sulla colonna che li contiene.
Sembrerebbe che io preferisca il frigorifero libero a quello incassato ma non è così.
La  risposta alla domanda iniziale posso darla solo dopo avere valutato il modello di cucina richiesto, lo spazio a disposizione e tutte le esigenze messe sul tavolo.
Se hai un cucinino e poco spazio a disposizione ma vuoi un “frigo americano” e magari sei anche un “single”, devo avvisarti che stai perdendo piani d’appoggio, fruibilità dello spazio, facilità nella pulizia a fronte di un’esigenza dettata solo dalla manipolazione che hai subito attraverso Hollywood.
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L’americanizzazione ti ha colpito e oltre a perdere spazio prezioso perderai del denaro dovendo riempire il tuo “garage freddo” di alimenti che dimenticherai e che dovrai gettare nell’immondizia una volta scaduti.

Se hai scelto una cucina dal design minimale e magari devi inserirla in un “open space” potresti sporcare la perfezione stilistica con un frigorifero libero.
In conclusione nella battaglia tra sostenitori del libero (a maggioranza maschile) e sostenitori dell’incassato a (maggioranza femminile) vince chi ha più buon senso e fa la sua scelta solo dopo avere considerato il tutto nel suo complesso.
Nel prossimo post parleremo delle domande frequenti sui materiali di ante e piani di lavoro.
Buona cucina!
Michele De Biase


venerdì 6 febbraio 2015

Come arredare una piccolissima camera matrimoniale


In questo terzo articolo sulle camere matrimoniali ti aiuterò ad arredare la tua stanza con misure impossibili... cm 300 x 300.
Ipotizzo quindi che hai queste esigenze:
  • hai a disposizione solo uno spazio di circa 3 x 3 ;
  • non hai altrove un posto dove metterci un armadio;
  • hai bisogno di contenitori;
  • vuoi dei contenitori ma devi poterne fruire senza smontarli per poterli usare;
  • vorresti inserire una libreria;
  • vuoi invitare i tuoi amici per una festa in pigiama.
Tranne l'ultima esigenza forse con un po' di fortuna e di buona volontà potrò risolvere le altre richieste.
Incominciamo come al solito con la pianta
matrimoniale 3x3
Come puoi vedere non c'è l'armadio e se non puoi fare alcuna modifica alla struttura non potrai mai mettercelo. Dico mai!

Ecco cosa devi fare.

matrim. 2

In questo caso non sarà sufficiente spostare la porta perché dovrai fare altre azioni e rinunciare a qualcosa:
  • La porta deve essere scorrevole;
  • Il letto sarà di misura "francese" cioè con materasso da cm 140 di larghezza;
  • L'armadio deve essere scorrevole e ridotto in profondità a cm 50/55;
  • i comodini possibilmente curvi da cm 50 o squadrati da cm 45;
  • al posto di un comò orizzontale devi inserire uno verticale e largo cm 60/70.
La porta di ingresso deve essere spostata di almeno 60 cm ed essere scorrevole perché rischia di sbattere sul letto.
Il letto di misura francese si trova facilmente e non deve spaventarti perché, a differenza di quello che si crede, non è un letto ad una piazza e mezza (quello è da cm 120) ma un vero e proprio matrimoniale. Solo un po' più piccolo dello standard che è cm 160. D'altronde i Francesi lo usano così.
Per avere più contenitori puoi richiedere il letto con box inferiore e la rete alzabile.
E' un' ottima soluzione salvaspazio e a differenza dei primi modelli , ora sono disponibili delle soluzioni con fondo sfilabile per spolverare con facilità il pavimento.
L'armadio ridotto in profondità ti creerà qualche problema ma non più di tanto.
Dovrai ancorarlo a muro e se hai le spalle molto larghe dovrai inclinare leggermente qualche abito, agendo sulla gruccia.
Per il resto non mi resta che allegare un render per dare un' idea più leggibile della soluzione.
matrimoniale render

Per questo progetto ho usato una carta grafica della ditta wall&deco perché ho pensato che uno sfondo grafico può dare profondità alla stanza.
Ho usato il bianco lucido perché più luminoso e le forme curve per evitare infortuni di notte.
A sinistra dell'armadio ho pensato ad un gioco di piccoli volumi sfruttabili da realizzare in cartongesso o in legno in modo da snellire la facciata e creare dei vani come libreria.
Naturalmente non pensare di realizzare un B&B con stanze di queste misure perché siamo al di sotto della metratura minima richiesta dalla normativa.
Quindi se hai una camera con queste dimensioni ed un arredatore ti deride perché ritiene sia impossibile arredarla, tu mostra pure questo post e se puoi vieni a trovarmi.
Michele De Biase.
p.s.
se ti è piaciuto questo articolo, lascia un commento.


martedì 3 febbraio 2015

Come arredare una camera matrimoniale poco profonda.

Con questo post inizio ad analizzare delle soluzioni per stanze con dimensioni diverse da quelle tradizionali, in particolare oggi parlerò di una camera piccola e solo apparentemente insolita.
Dobbiamo infatti ipotizzare che in futuro gli spazi saranno sempre più ridotti. Inoltre non è escluso che qualche genitore scambi la propria grande stanza con quella dei ragazzi e la cosa non è affatto assurda visto che i ragazzi hanno certamente bisogno di più spazio degli adulti.
Quindi se ti ritrovi una camera profonda solo cm 270 per una ragione o per l'altra continua a leggere questo post e valuta le soluzioni che ti mostro.
Una camera profonda cm 270 poco più poco meno.

In una camera così stretta proprio l'armadio non ci sta.
Se hai una stanza con queste dimensioni, spero per te che tu disponga di uno spazio esterno per l'armadio oppure...
Puoi spostare la porta?
Ecco l'alternativa.

Non puoi spostare la porta?
Prova a guardare questa soluzione.

Ecco un'immagine più chiara della ditta Scandola.

 Naturalmente puoi prendere spunto da questa soluzione ed adattarla ad altri stili e ad altre dimensioni.
Concludendo se hai una camera così piccola non ti scoraggiare... più stretti si sta anche meglio.
Michele De Biase

domenica 1 febbraio 2015

Quanto costa arredare casa?


Quanto costa un barattolo di Nutella?
Quanto costa un Kilo di pane?
Quanto costano i pomodori o il pane o l'olio di oliva?
Bene! A queste domande sai rispondere di certo perché questi prodotti li acquisti frequentemente ma i mobili si acquistano poche volte nella vita e probabilmente tu li stai acquistando per la prima volta e quindi vuoi capirci qualcosa.
La domanda " quanto costa arredare casa" è molto digitata sul web ed è molto frequente anche off-line ed è la più odiata dai rivenditori perché molto insidiosa e soprattutto perché è  impossibile dare risposte chiare.
Ma mettendomi nei panni di chi, pieno di timori, non ha idea di quanto si spenda, cercherò di rispondere adeguatamente sforzandomi di non incorrere in eccessivi tecnicismi che finirebbero per confondere ancora di più.
Incomincio con il fornirti dei dati ufficiali.
Qual è il budget medio degli Italiani?
Mediamente i consumatori Italiani hanno un budget di circa € 4.500,00 per ambiente.
Quindi 4.500,00 per la cucina, 4500,00 per la camera matrimoniale, 4500,00 per la zona giorno che comprende in genere una parete attrezzata ed un salotto.
Vediamo di analizzare questi dati.
Innanzitutto bisogna sottolineare che il budget è diminuito progressivamente negli ultimi tempi e probabilmente si abbasserà ancora.
In secondo luogo dovremmo capire perché c'è questa tendenza e la risposta sta nell'azione congiunta della crisi economica e dei prezzi sbandierati dalla grande distribuzione( parlo dei prezzi dei volantini che in realtà sono specchi per le allodole).
Infine, la tendenza dei produttori a stare nella pancia del mercato, porta inevitabilmente ad offrire prodotti allineati alle richieste del mercato.
Tutto questo per dirti che se vuoi restare nella media dei consumatori, un arredamento completo ti costa 14/15.000,00 euro.
Ma in pratica cosa ti porti a casa con questa cifra?
  • Una cucina  lineare da circa cm 360 o ad  angolo di circa 240x300; piani di lavoro in laminato; ante in laminato; meccanica di buon livello; elettrodomestici di marca  in classe A ma di tipo standard; pochi interventi su misura; tavolo standard con 4 sedie; con un po' di fortuna una piccola penisola; trasporto e montaggio inclusi.
  • Una camera in laminato o laccato di media qualità completa di armadio di circa cm 300 con cassettiera interna; letto in laminato o imbottito standard;comò e comodini; materasso standard.
  • Una zona giorno completa di parete attrezzata di circa cm 300; salotto in tessuto o ecopelle.
Quindi in soldoni con questa cifra puoi arredare la tua casa ma dovrai un po' accontentarti.
Dovrai avvicinarti il più possibile agli standard e comunque optare per materiali sintetici come il laminato e l'ecopelle.
Ritornando alla domanda iniziale.
Se ti chiedo quanti abitanti ha Milano mi potrai rispondere?
Probabilmente si e se non lo sai,  con una breve ricerca su internet mi darai una risposta esatta in breve tempo.
Se ti dovessi invece chiedere " quanti abitanti ha una città italiana?" mi sapresti rispondere?
Non credo.
La migliore risposta sarebbe darmi la densità di abitanti per km quadrato(per la cronaca 200,03)e con un po' di calcoli definire al massimo la popolazione media delle città e quindi catalogarle e classificarle in piccole, medie, grandi, popolose ecc..
Parlando del costo medio di un arredamento ho quindi risposto parzialmente alla domanda ma ti ho fornito uno strumento per classificare le offerte e valutarle meglio.
Ti faccio qualche esempio.
Se trovi una camera matrimoniale completa ad un costo di 4500,00 euro ed è in legno, comprala senza dubbi perché un affare.
Se costa 6000,00 euro ed è in laminato allora comincia ad allertarti e approfondisci l'argomento.
Se invece una camera costa meno di 4500,00 euro potrebbe essere un affare ma potrebbe essere anche un prodotto di scarsa qualità. Quindi guardala attentamente, verifica lo scorrimento di cassetti ed ante, passa con le dita sui piani e sui bordi nascosti per verificare il livello di rifinitura, osserva gli spessori e in ultima analisi chiedi al web referenze attraverso i forum.
Per il soggiorno dovrai fare la stessa cosa.
Per la cucina dovrai fare più attenzione perché le variabili sono infinite.
In genere la casistica del mio punto vendita è molto varia e senza inondarti di esempi ti dico solo con chiarezza che la media dei miei prodotti è più alta.
Concludo nel solito modo invitandoti a darti un budget tuo personale e comunicarlo al tuo rivenditore di fiducia che sicuramente ti accontenterà.
Naturalmente spero che il tuo rivenditore di fiducia... sia io!
Michele De Biase