sabato 25 ottobre 2014

La cabina armadio. Soluzioni,tipologie e costi.



Nel  1991 inserii in negozio una cabina armadio della ditta Move.

I miei clienti rimanevano di stucco quando la mostravo perché appariva come un normale armadio
ad anta battente ma che si rivelava, aprendo le ante, uno spazioso camerino attrezzato in cui
entrare, muoversi liberamente, poter tenere sotto controllo ogni cosa ed immaginare di nascondere agevolmente varie cose, dalla cassaforte agli … amanti.

Da allora il prodotto si è evoluto e sono apparse sul mercato numerose varianti a vari prezzi, colori e forme, componibili o bloccate e come al solito oggi la clientela, con l’aumento dell’offerta, se da un lato ha a disposizione una scelta infinita di tipologie, da un altro è più confusa e a volte perfino bloccata.

Proviamo quindi a fare un po’ d’ordine.

Innanzitutto vi sono due condizioni di partenza differenti:

una camera da letto in cui inserire una cabina che sostituisce l'armadio;
una stanza intera da adibire a spogliatoio.

In questo post  parlerò quasi esclusivamente della prima delle due condizioni, presentando varie tipologie e diverse soluzioni.

Per valutare se è possibile inserire nella propria camera una cabina armadio è necessario fare un rilievo attento della stanza e partire dal presupposto che se lo spazio da dedicare alla cabina è inferiore a cm 120 di profondità, è praticamente inutile realizzarla.

Andiamo quindi con qualche esempio.

In una camera da cm 440 x 365 è possibile realizzare una soluzione come quella che segue.



E’ importante che la disposizione di porta e finestra  sia uguale a quella dell’esempio.

Se naturalmente le dimensioni dovessero essere maggiori non cambia niente anzi, si migliora ulteriormente.

Dimensioni inferiori invece comprometterebbero questa soluzione.

Vediamo quindi alcune varianti.

Con qualche centimetro in più possiamo creare una doppia cabina.

Simmetria assoluta per il “Lei e Lui”.



Variante.
 

                       


Soluzione ad angolo



Quindi dopo avere valutato dimensioni e posizione di porte e finestre ricordatevi che:
  •      la profondità della cabina non deve essere inferiore a cm 120;
  •          il letto matrimoniale  misura cm 170/180 di larghezza per cm 210/230 di lunghezza (misura italiana) mentre gli altri arredi sono disponibili in tante dimensioni diverse.
La parete divisoria è possibile realizzarla oltre che in muratura o cartongesso anche in pannelli forniti dalle aziende produttrici, ai quali vengono fissate le ante scorrevoli o a libro.

Ecco alcune tipologie per l’interno.

Da Zanette una soluzione interessante con doghe orizzontali utilizzate come pannellatura di fondo e ripiani da inserire agevolmente nelle guide.



Da Clever i pannelli di fondo sono fissati a muro e legati da cremagliere verticali.





Nelle stesse cremagliere si agganciano le attrezzature che possono essere spostate agevolmente per modificare anche in seguito la disposizione degli elementi



Questa soluzione(nella foto cabina della ditta Mercantini) non prevede pannelli di fondo.

I ripiani e le altre attrezzature si fissano a montanti che possono essere ancorati a muro o a soffitto dritto o inclinato.
Naturalmente l’assenza delle schiene abbassa notevolmente il prezzo.



Ancora una tipologia questa proposta da Zanette.
Le fiancate sono a telaio e danno la percezione di maggior robustezza.



Per finire, è possibile utilizzare dei semplici armadi componibili e privarli integralmente o parzialmente delle ante.

Potreste acquistare un qualsiasi armadio componibile senza ante, utilizzando le scocche e ottenendo a basso costo una cabina solida e funzionale.

I costi.
Variano a seconda della tipologia, delle dimensioni, della quantità di accessori e del livello di rifinitura.

Siccome però non voglio lasciarvi a secco di informazioni vi dirò che sono riuscito a realizzare cabine anche grandi con un minimo di spesa di € 1.800,00.
Raramente ho superato i 6000,00 euro.

Per concludere vi ricordo che sono disponibili notevoli varianti di colore e che sono tutte realizzabili a misura, tanto è che ne ho montata una in un trullo con tanto di cono e muri irregolari.

Michele De Biase.


sabato 4 ottobre 2014

La parete attrezzata







I clienti che si accingono ad arredare il soggiorno, nella maggior parte dei casi, mi richiedono come mobile una “parete attrezzata”.

Lo schema richiesto è (ahimè) fisso:
 parete attrezzata +  divano,possibilmente con penisola(appendice spesso scomoda ed inutile).
In qualche caso lo schema prevede un tavolo e in casi eccezionali anche un mobile basso (chiamato erroneamente “madia”).

Si può fare di più?

Si può uscire da questo schema?

Il più delle volte si, altre volte assolutamente si!

Una settimana fa due ragazzi di Taranto nello schizzare velocemente la pianta del loro soggiorno mi hanno indicato il posto per la parete attrezzata.
Avrebbero voluto inserirla nella zona pranzo dove ci andava anche un grande tavolo.
Gli ho chiesto a cosa gli servisse questo mobile.
 Non gli serviva come libreria, non ci andava la tv, non avevano oggetti da esibire ma solo la necessità di un po’ di contenimento.

E allora a cosa vi serve attrezzare la parete?

Mi hanno risposto che così fan tutti.

Naturalmente gli ho proposto in alternativa un bel mobile contenitivo cm 240 di lunghezza e alto cm 110 spiegandogli che era più funzionale ed idoneo per la loro specifica esigenza e che la zona camino che avevano già realizzato con tanto di mensole e porta tv era più che sufficiente ed era inutile ripetersi.

La “parete attrezzata” è indispensabile quando si ha a disposizione un’unica parete da arredare perché le altre sono magari interrotte da porte e finestre o destinate ad altro.

Un mobile quindi ben progettato in questa specifica situazione consente di rispondere a molteplici esigenze come inserire il televisore, l’impianto stereo, libri, oggetti ed altro.

Prima di procedere all’acquisto di una parete attrezzata chiedetevi quindi se è il prodotto giusto per voi.

La zona giorno è spesso il primo ambiente che si vede entrando in casa. E’ il vostro biglietto da visita ed è il più complesso e delicato da arredare perché in un unico spazio devono convivere arredi di diversa natura che devono essere ben coordinati e disposti in modo da lasciare il giusto spazio e le giuste distanze.

Se dopo una attenta analisi avete deciso di inserire una parete attrezzata, leggete il seguito di questo articolo per saperne un po’ di più.


 Vi annoio un po’ descrivendo in breve le varie tipologie di “parete attrezzata” in modo da potervi districare nei meandri dell’offerta attuale.



PARETE ATTREZZATA A SPALLA PORTANTE

La spalla portante è il fianco e i vari moduli sono concatenati in modo che tra due moduli c’è un fianco in comune.

In genere le pareti a spalla sono componibili e disponibili in varie altezze e larghezze.

Le composizioni realizzate sono spesso lineari e gli spazi vengono sfruttati integralmente.

Si può dire che questa tipologia è stata la prima ad arrivare sul mercato ed è stata la più usata per molto tempo.

Da un po’ di tempo la soluzione più richiesta è quella a “bussolotti” che presenta rispetto alla prima alcuni vantaggi come la possibilità di modificare la composizione anche dopo averla acquistata e un costo in genere più basso.

PARETE ATTREZZATA A BUSSOLOTTI

I bussolotti sono dei mobili finiti di varie dimensioni che accostati tra di loro insieme a mensole ed accessori  formano composizioni molto movimentate e sicuramente potenzialmente più dinamiche delle pareti a spalla tradizionali.

Con qualche piccolo espediente si possono anche realizzare grandi composizioni con pochi elementi ben distanziati tra di loro con il conseguente vantaggio di ridurne il costo complessivo e risultare più snelle.

Per ottenere un buon effetto è importante che il muro di fondo sia colorato in modo da creare uniformità ai vari elementi che altrimenti potrebbero risultare slegati tra di loro, possibilmente in contrasto con la finitura dei bussolotti.


Da un po’ di tempo sono disponibili anche soluzioni miste dove le due tipologie si integrano.

Naturalmente sono disponibili sul mercato soluzioni a vari prezzi e di diversi stili dal moderno al classico al country.


 





Parete a bussolotti di CAPODOPERA














Parete a spalla di MARCHETTI
















DALL'AGNESE


















NAPOL















Molti di voi mi chiederanno il costo di una parete attrezzata ed io vi risponderò come al solito che è impossibile dare prezzi a priori.

Le variabili sono molteplici e vanno dalle dimensioni ai materiali, dal livello di rifinitura al design,
dalla minore o maggiore componibilità al servizio offerto dal rivenditore.

Come sempre vi consiglio di crearvi un budget e sicuramente troverete sul mercato la parete al prezzo che desiderate.

In ogni caso ricordate la massima di Benjamin Franklin:


L'amarezza di una scarsa qualità
 rimane per lungo tempo,
dopo che il piacere di un prezzo basso
è stato dimenticato.


Michele De Biase