sabato 28 giugno 2014

Le mie dieci regole per arredare casa



Vi sono delle regole universali per arredare casa?

Credo proprio di no ed è per questo che nel titolo ho specificato “le mie regole”.

Non voglio quindi  avventurarmi  in disquisizioni filosofiche  di “ Estetica” ma semplicemente sintetizzare in pochi essenziali concetti le mie sensazioni e le mie deduzioni  dettate dall'esperienza.

Mi sono sempre chiesto nei 28 anni di lavoro perché alcune case risultavano più belle di altre.
Perché alcuni ambienti mi trasferivano belle emozioni ed altri mi provocavano tristezza .
Perché alcune case piccole ed essenziali arredate con poco più di niente mi affascinavano tanto che i clienti non credevano ai miei complimenti  mentre altre che i proprietari  volevano pubblicare su AD  io non le avrei inserite nemmeno nei giornalini di quartiere.

Ho cercato quindi di ricavare delle regole sforzandomi comunque di  dismettere il filtro del mio gusto personale nel tentativo di renderle il più oggettive possibili.

Non entrerò nei dettagli tecnici perché il mio obiettivo è quello di creare i giusti stimoli per un approfondimento e per non farvi sbagliare nelle scelte.

Ecco quindi dieci regole che vi consiglio di studiare attentamente.

 Ignorandole potreste rischiare di fare inutili errori.

        LA LUCE
        LA PROSPETTIVA
        LA COERENZA
        LA PERSONALITA'
        LO SPAZIO
        LA FUNZIONALITA'
        MODA  E TENDENZA
        LA STRAORDINARIETA’
        LA VITALITA’
        LA POESIA

LA LUCE

L’elemento più importante è la luce.

Un  ambiente mediocre ben illuminato è più bello di uno curato nei dettagli ma scarsamente illuminato.

Bisogna fare l’impossibile per catturare la luce naturale.
Ampie finestre in più punti della stanza, fori nel soffitto, pareti divisorie in vetro, oblò nei corridoi insomma dove e quando è possibile, catturate la luce naturale.
Evitate strutture fisse esterne come gazebo o verande chiuse che possano ridurre l’ingresso della luce.
In ambienti molto grandi non  accontentatevi di un’unica ,seppur grande, fonte di luce. E’ importante che la luce arrivi in modo uniforme in tutti i punti della stanza.

Per la luce artificiale è necessario prevedere varie fonti di illuminazione distribuite a seconda delle necessità.
Meglio tante piccole fonti di luce che un enorme lampadario al centro della stanza.
Prevedete luce diretta sui piani di lavoro, sui tavoli, nei posti di lettura o per evidenziare dettagli interessanti come quadri, mobili o strutture architettoniche.
Inserite lampade a luce soffusa per creare atmosfera e luce indiretta per illuminare gli ambienti.

Quindi prima di affrontare qualsiasi spesa ricordatevi di partire dal presupposto che senza una corretta illuminazione otterrete risultati insoddisfacenti  anche con mobili ed accessori di alta qualità.
Una buona illuminazione oltre a migliorare l’umore e migliorare la vista crea effetti magici e rende tutto più interessante.

LA PROSPETTIVA
Vi sono dei punti  in una casa dai quali è necessario avere una visuale perfetta .E’ il punto preciso in cui si entra in casa o in una stanza qualsiasi, il primo metro quadro.
Insomma la prima impressione è quella che vale. Nel momento in cui entro in un ambiente devo avere una lettura chiara di quello che c’è e se ho una lettura incompleta o sgradevole difficilmente cambio la mia percezione.
Non serve entrare e dover cercare il giusto punto di osservazione allontanandosi , piegandosi o salendo su una sedia.

Evitate quindi di posizionare all'ingresso barriere visive, come spesso mi capita di vedere con i fianchi delle pareti attrezzate nei soggiorni o degli armadi nelle camere da letto o dei frigoriferi nelle cucine.
Create profondità e fate in modo che le cose più interessanti da vedere si vedano subito. 

Provate a fare un disegno in scala del vostro ambiente e fate partire delle linee rette dall'ingresso verso tutte le direzioni . Capirete subito quello che sarà visibile e quello che resterà nascosto.

Dopo esservi assicurati una buona prima impressione sarà importante considerare i successivi punti di vista preoccupandosi sempre di avere una chiara lettura di ogni cosa.

Immaginatevi come un fotografo che voglia esser certo di prendere tutte la facce intorno ad una torta.
“Spostati”, “sorridi”, “piegati”, è quello che dovete dire ai mobili e agli oggetti della vostra casa.

Una buona prospettiva quindi migliora la lettura e potenzia gli effetti desiderati.

LA COERENZA

Andreste in smoking in una serata tra amici vestiti casual?
Vi  fareste confessare da un sacerdote con una donna nuda tatuata sul petto?
Affidereste i vostri soldi ad un bancario con orecchino al naso e capelli fucsia?

Certamente qualcuno potrà dire “io mi sento a mio agio in smoking” o “adoro i preti alternativi” oppure “che c’è di male a colorarsi i capelli? Le apparenze ingannano!” o frasi del genere che in ogni caso sono delle eccezioni e non cambiano il fatto che non c’è coerenza nelle situazioni che ho citato.

Vi è un contrasto violento tra il concetto di “serata tra amici in relax e abbigliamento da cerimonia”;
tra “ sacro e profano”; tra “affidabilità legata tradizionalmente a giacca e cravatta e alla trasgressività poco rassicurante che trasferisce un’immagine punk”.

Per la vostra casa dovete prefissarvi un concetto e seguirlo  costantemente nelle scelte cercando di discostarvi il meno possibile.
Potete scegliere come concetto base “una casa accogliente” o “ linee minimali” o “una rassicurante tradizione”.
Come “l’oriente”,”il colore”,”l’originale”,”il rustico”,”il nordico”,”l’estate”,”l’autunno” e chi più ne ha più ne metta.
Ma non mescolate senza criterio i vari concetti e assicuratevi che la vostra scelta sia coerente con la struttura fisica che già avete.
Se ad esempio la vostra casa ha le porte in ciliegio o gli infissi in mogano e il pavimento in finto granito avrete difficoltà a creare le atmosfere dello stile nordico o la perfezione del minimal.
Se avete delle piccole finestre che partono da un metro da terra avrete difficoltà ad inserire coerentemente un “tatami”.
In una struttura in pietra potreste scegliere un arredamento high tech ma questa scelta dovete portarla fino in fondo.

Potrei continuare con ulteriori esempi ma lascio a voi il compito di approfondire questo argomento guardando da una nuova ottica la vostra casa e le vostre intenzioni di arredarla o completarla.
Di certo sono possibili forme di ibridazione degli stili e a volte sono estremamente interessanti.
Ma è una strada difficile da percorrere e serve oltre che buon gusto anche molta esperienza e un po’ di fortuna.

Quindi limitate al massimo i vostri errori andando sul sicuro:
scegliete il vostro concetto e seguitelo  con coerenza.

LA PERSONALITA’

Ogni persona è unica. Possiamo trovare dei sosia o caratteri simili.
Possiamo tentare di raggrupparli secondo alcune caratteristiche ma di fatto non esistono due persone uguali in tutto e per tutto.

Dovremmo poter dire lo stesso delle case e per farlo è necessario che la nostra dimora rispecchi  il nostro mondo interiore.
E’ necessario quindi conoscersi approfonditamente e ricercare ,nell’arredare la propria casa ,la proiezione del proprio io, dei propri sogni e del proprio modo di vivere.
Questa ricerca vi consentirà di vivere in armonia nel vostro porto sicuro ma anche di dare alla vostra casa un’impronta unica che rispecchia appunto la vostra personalità.

Evitate quindi di seguire gli stereotipi e non imitate gli arredamenti visti sulle riviste o in casa di conoscenti.
Se vi rivolgete ad un arredatore chiarite quali sono le vostre aspettative e la giusta personalità che volete dare alla vostra casa.
Pensate se volete creare ad esempio un ambiente informale oppure vi piace l’idea dell’ordine e del rigore.
Se vi piace stare in compagnia ed ospitare amici e parenti o se preferite vivere lontano dagli sguardi.
Se amate i colori accessi o quelli spenti.
Se vi piace cambiare spesso o se vi piace l’idea di dare subito un’impronta definitiva.

Gli arredi hanno il loro linguaggio e bisogna imparare a dialogare con loro.
Nella chiarezza e nella forza di questo dialogo si esprime tutta la personalità della vostra casa.

LO SPAZIO

Immaginate di partire per una vacanza e di dover riempire la vostra valigia.

Valutando lo spazio disponibile dovrete fare una attenta selezione di quello che dovete portare con voi.
Questo si, questo no, come sarà il tempo eccetera.
Dovrete quindi eliminare il superfluo e forse rinunciare a qualcosa che avreste portato con voi volentieri.
Poi dovete disporre con molta cura abiti ed oggetti per evitare sprechi di spazio .
Infine dovete evitare di riempirla al massimo per poterla chiudere agevolmente, per limitarne il peso e perché vi servirà dello spazio per riporre al ritorno i vostri nuovi acquisti e i ricordi della vostra memorabile vacanza.

Nell’arredare la vostra casa dovete comportarvi nello stesso modo.
State per fare un viaggio molto importante e non potete permettervi di sbagliare.
Se acquistate un divano di troppo o un tavolo troppo grande potreste trovarvi a decidere se saltarvi su per circolare per casa o tentare di vendere i mobili di troppo al vicino o a metà prezzo su Ebay.

Potrà sembrarvi scontato ma non lo è assolutamente.

Mi capita ripetutamente di combattere con clienti che sopravvalutano lo spazio a disposizione ed è difficile smontarne le  aspettative.
Molti scambiano la propria ventiquattrore con la borsa di Mary Poppins  ed accade così frequentemente che ho cercato di capire cosa si cela dietro questa ripetuta ed errata valutazione.
Da un lato vi è un’ innocente ignoranza , dall’altro la voglia di riempire e non volere rinunciare a nulla.
Dovete attentamente valutare i volumi reali di quello che inserite preoccupandovi di lasciare lo spazio vitale per muovervi .

Rinunciate così a farcire le camere per ragazzi di guardaroba da usare personalmente a favore di spazio dove i bambini possano giocare ed ospitare gli amici del cuore.
Lasciate in cucina lo spazio per piegarvi, allontanarvi, aprire cassetti e cestoni.
Prevedete di poter star seduti comodamente intorno ad un tavolo e lasciare dietro di voi lo spazio per far passare qualcuno.
Lasciate libere le vie di transito verso porte, finestre ed altri ambienti.

Fatevi seguire da un esperto o se volete far da voi e non sapete usare un programma di grafica fate questa semplice operazione.
Dopo aver fatto un rilievo della stanza, fate una pianta in scala uno a venti.
Niente paura è semplice! Basta saper contare di due in due .Un millimetro sulla riga corrisponde a 2 centimetri;1 cm a 20cm;5cm ad 1 metro.
 Quindi se avete ad esempio una parete di mt 3,20 dovete tracciare 16 cm. O lo fate direttamente sul righello contando a due a due o dividendo 320:20=16.
Dopo aver disegnato in scala la vostra stanza ora ritagliate su di un foglio di carta, possibilmente colorato, le sagome degli arredi che volete inserire utilizzando la stessa scala.
Quindi per simulare un divano tre posti basterà fare un rettangolo di cm 4,5x10 (cm90x200) e così via.
Posizionate le sagome realizzate e divertitevi.

Questo gioco lo faccio spesso con i miei clienti per farli interagire e funziona meglio di un rendering di alto livello.

Prima di avventurarvi in facili acquisti valutate quindi lo spazio di cui disponete e partite dal presupposto che certamente state sopravvalutando lo spazio a disposizione.

LA FUNZIONALITA’

Negli anni settanta ricordo che le auto familiari erano poco apprezzate, forse perché etichettate come macchine da lavoro. Ora le station wagon sono più gradite delle berline.
Nella cucina componibile italiana il frigorifero di libera installazione era considerato antiestetico e gli veniva preferito quello ad incasso. Ora si preferisce il frigo free standing.
Cosa dire dei suv? E delle monovolume? Della finta pelle? Del laminato effetto legno?Del finto marmo?
Del gres effetto parquet?Degli infissi in pvc?

Quello che hanno in comune queste evoluzioni del gusto nasce dalla ricerca di maggiore funzionalità.
Il funzionale finisce per cambiare il gusto e diventa bello anche quello che prima ci sembrava orribile.

Nel mio lavoro mi capita spesso di leggere nelle espressioni dei miei clienti una notevole soddisfazione di fronte ad armadi molto capienti, a piani di lavoro grandi e maltrattabili, a divani comodi il cui comfort è intuibile già dalle forme.
E’ scontato che ogni prodotto che acquistiamo deve servirci a qualcosa e ci deve facilitare la vita.
Quello che è meno ovvio è che il giudizio estetico risenta della minore o maggiore funzionalità ma questo accade frequentemente.

Se si sceglie ad esempio con molta cura un divano valutandone solo gli aspetti estetici e poi con l’uso ci risulta scomodo , finiremo per odiare quel divano e nelle scelte successive, i divani con caratteristiche analoghe li scarteremo perché ci risulteranno brutti oltre che scomodi.

La stessa cosa vale per materiali nobili ma poco resistenti, per mobili essenziali ma poco capienti e per prodotti che hanno deluso le nostre aspettative perché valide per una funzione ma non adeguate per le nostre specifiche esigenze.

Naturalmente bisogna considerare anche la soggettività nella valutazione del “funzionale”.
Quello che è funzionale per alcuni potrebbe non esserlo per altri.

Un tavolo in legno massiccio può essere funzionale per chi cerca resistenza ma scomodo per chi deve spostarlo continuamente.
Una superficie lucida può essere per alcuni facile da pulire perché molto liscia e scomoda per altri che vedono le impronte.
L’acciaio è bellissimo per alcuni  ed  odiato da altri e sapete perche?
Pensate che sia un problema estetico?
Niente affatto è tutto legato alla facilità della manutenzione, ovviamente soggettiva.
Gli allergici alla polvere non amano i tappeti, i letti tessili,i tendaggi, gli armadi a persiana, il rattan.
Problemi di gusto? Certo ma legati alla difficoltà di spolverare.

Prima di acquistare un mobile chiedetevi quindi a cosa vi serve e accertatevi che quello che state scegliendo vi soddisfi pienamente sotto l’aspetto funzionale.

Non dico che dovete scegliere un prodotto funzionale ma brutto per voi.
Dico che se non risponderà pienamente alle vostre necessità, prima o poi finirete per odiarlo.

MODA  E TENDENZA

Nell’abbigliamento si segue la moda che cambia continuamente e il nostro guardaroba va rivisto periodicamente.
Anche l’arredamento è soggetto a mode e tendenze ma non possiamo certamente cambiare i nostri arredi con la stessa facilità.

Alla fine degli anni ottanta esplose la moda dell’erable  (un’essenza ricavata dall’acero con effetto puntiforme),proposta in grigio, grigio verde ed in seguito in altri colori.
I negozi erano pieni di mobili in erable e la gente chiedeva solo erable.
Dopo qualche tempo se volevi offendere qualcuno , bastava gli proponessi l’erable e dopo poco aumentarono sensibilmente le richieste di permute.

La stessa sorte è capitata ai mobili juventini (bianco e nero), milanisti (rosso e nero) e per fortuna a nessuno è venuto in mente di lanciare la moda del nerazzurro, non perché sono anti interista ma semplicemente perché questi due colori insieme non sono gradevolissimi nell’arredamento.
C’è stato il teak, il wengè, il rovere chiaro, il frassino,il palissandro, l’etnico, tutti passati più o meno di moda.

Anche nell’arredamento tradizionale ci sono state le mode.
Il mogano color melanzana, la radica di ulivo,i letti in ottone o ferro battuto,il “classico contemporaneo”(??), le smielature  con strass e Swarovski e così via.

Il risultato di seguire la moda è purtroppo quello di vedere il proprio arredamento un po’ vecchio dopo poco tempo.
Cosa fare quindi?
Se avete molti soldi potete anche non preoccuparvi e l’industria del mobile vi ringrazierà.
Se non disponete di grandi risorse finanziare ma vi piace essere sempre in prima linea con le mode vi converrà spendere il meno possibile ed acquistare prodotti economici e in questo caso vi ringrazierà la grande distribuzione.

Un’ altra possibilità è seguire le tendenze, che a differenza della moda sono più durature.
Le tendenze sono meno esplosive, sono discrete, non vengono sfruttate dalle aziende in modo massiccio perché in apparenza non danno risultati immediati ma a lungo tempo finiscono per diventare dei classici.

L’arredamento caldo con essenze tipo il noce nazionale e colori morbidi, il letto tessile, la cucina con gola,
il bianco,il divano in lino sono alcuni esempi di tendenze apparse discretamente sul mercato  negli anni passati ma ancora attuali.

Se volete quindi evitare di acquistare mobili che prima o poi vi sembreranno superati , lasciate stare le mode e rispettate il capitolo della “Personalità”, ricercando nelle “Tendenze” quello che vi soddisfa pienamente.

Il vostro portafogli  vi ringrazierà.

LA STRAORDINARIETA’

Da bambino adoravo andare alla drogheria “Ramunni”.

Vi si vendeva di tutto , dal petrolio alle caramelle, merceria e giocattoli, prodotti per il mare, per il carnevale e per ogni evenienza. Un mondo incantato con i suoi misteri e i suoi odori e la cosa che mi affascinava di più era uno scaffale integrato che mascherava un passaggio segreto.
Di tanto in tanto Ramunni  faceva ruotare lo scaffale con una semplice manovra meccanica liberando così il passaggio verso un posto segreto cui poteva acceder solamente lui.

E’ davvero strano che a distanza di quasi cinquant’anni  io conservi questo ricordo che mi capita di condividere spesso con i miei coetanei.
  Questo scaffale era diverso dagli altri e non più bello o più curato o più prezioso o più colorato.
Era diverso ed era appunto “straordinario”.
La sua straordinarietà ha fatto si che prendesse un posto di primo piano nella mia mente e non ho particolari ricordi di nessun altro scaffale visto in altri negozi frequentati nella mia infanzia.

La stessa cosa vale per le centinaia di case in cui sono stato.
Ho visto case molto curate, ben arredate e ben strutturate ma della maggior parte ho ricordi sfuocati.
Quelle che ricordo meglio sono quelle che avevano qualcosa di straordinario.
Un giardino d’inverno delimitato da pareti in vetro al centro di un soggiorno;
una vecchia casa nel centro storico di Noci di appena trenta metri, restaurata con grande cura e rispetto dei materiali originali recuperati pazientemente;
un semplice appartamento  con le pareti tutte di colore diverso;
una casa con un pavimento in monocottura manuale di colore azzurro;
i trulli ….  sono così straordinari che non mi stanco mai di guardarli e mi meravigliano ancora .

Questi sono alcuni esempi e non c’entra la dimensione o la qualità o la perfezione.

Lo straordinario è quello che non ti aspetti e se volete una casa memorabile dovete osare e non temere.
Pensate alla “casa sulla cascata” di Wright . è certamente un capolavoro architettonico di integrazione della tecnica e della natura , ma di certo quello che stupisce è la cascata senza la quale non sarebbe certo passato alla storia.
  Solo ad un sognatore folle poteva venire in mente un’opera del genere ed un pizzico di follia è l'ingrediente indispensabile, ingrediente che spesso ci manca.

Se volete quindi rendere la vostra casa" straordinaria", sognate e pensate a qualcosa di diverso con un po’ di follia e poi trovate il coraggio di realizzarlo.

LA VITALITA'

Esistono le case intese come "focolare" e quelle che si ispirano ai musei.

Ci sono case perennemente disordinate che mi rendono felice perché al loro confronto la mia, che non è certo un esempio di ordine supremo, sembra una moneta appena coniata.
E giustamente mi viene detto "scusa il disordine" ed io celando la mia soddisfazione rispondo"vedessi la mia!"

Ci sono poi case perfette,con il parquet senza un graffio, con gli oggetti al loro posto, pulitissime, senza nemmeno un mazzo di chiavi sul tavolo, senza l'ombra di una pantofola che spunta dal letto. Normalmente anche in queste case mi viene detto "scusa il disordine"
e a me verrebbe di rispondere "non ti preoccupare capita a tutti!".

Ci sono quindi case in cui entro volentieri ed altre da cui voglio scappare.

A voi piace la "casa casa" o la "casa museo"?

Vi sentite a vostro agio in una casa in cui entrando sapete dove mettere i piedi o in una in cui vedete delle pattine ai lati della porta e siete terrorizzati perché il padrone vi potrebbe intimare un cambio di scarpe e non ricordate se i vostri calzini sono bucati?

Vi piacciono le librerie piene di libri vecchi e nuovi e grandi e piccoli, con tutte le copertine colorate e  rotte o preferite le librerie con i libri tutti dello stesso colore o con libri finti(giuro che li ho visti davvero!) ?

Vi piace parlare con una persona imperfetta in carne ed ossa o con un bellissimo manichino?

Vi piace assistere ad uno concerto dal vivo o preferite il play back?

Io non ho dubbi e spero che siate del mio stesso parere.

Ma la cosa davvero strana è che mi è capitato tante volte di entrare in case museo e quasi sempre vi era la mano di un architetto o di un arredatore.
Non è certo colpa del professionista che ha fatto molto bene il suo lavoro ma piuttosto del cliente che pensando alle case della pubblicità ha dimenticato che una casa senza vitalità è come una bambola gonfiabile per fare l'amore o un caminetto con la fiamma disegnata sul vetro per riscaldarsi.

Rilassatevi e pensate che la casa va vissuta pienamente da voi e dalla gente che amate.

Non imitate le riviste i film e i negozi di arredamento(compreso il mio)e sforzatevi di rendere viva e vera la vostra casa.
Se avete bambini non tarpategli le ali , se avete amici non metteteli a disagio.

Se volete arredare per bene la vostra casa non dovete tralasciare il concetto di vitalità perché ne è parte integrante e quindi imprescindibile.

LA POESIA

Immaginate di dare ad un bambino  un sacchetto con dentro le parole di una grande poesia d’autore e di fargliele disporre a suo piacere ma ordinatamente su di un tavolo.

Quante possibilità ha il piccolino di ricomporre perfettamente la poesia originale?

Il risultato sarà presumibilmente disastroso anche se le stesse parole formano nel giusto ordine una grande poesia.

La poesia suscita emozioni perché l’autore sa come rendere il contenuto vibrante ed evocativo scegliendo ed accostando le parole in modo profondamente personale.

E’ necessario quindi pensare i singoli mobili come fossero parole, i colori come fossero aggettivi, lo spazio la punteggiatura e l’ambiente intero una poesia che esprime un  profondo sentimento.

Potete esprimervi in prosa o in poesia nella vostra casa ma evitate di estrarre le parole dal sacchetto come il nostro piccolo amico e disporle tanto per colmare degli spazi.

Arredare è un arte e sta a voi decidere se parlare o bestemmiare, cantare o stonare, sussurrare o urlare ,
starci bene o starci male.
Michele De Biase












sabato 14 giugno 2014

Arredare un ambiente unico

Hai un ambiente unico e qualche problema di spazio.


  • Vuoi inserire una cucina degna di stare in un soggiorno;
  • ti serve il tavolo con le sedie ma non vuoi rinunciare ad un comodo divano;
  • La parete attrezzata non riesci a sistemarla.

Ti mostro una realizzazione in cui ho risolto questi ed altri problemi.

Il divano centrale (Isola giorno) ha sul retro una panca integrata che sostituisce le sedie.

La parete di fronte il divano resta così libera per poter ospitare un mobile attrezzato.







La composizione della cucina ha il lato sinistro( meno visibile dall'ingresso) attrezzato con tutti gli elettrodomestici mentre il lato destro è stato snellito con pensili distaccati tra di loro.

















Una meravigliosa carta grafica arricchisce la parete non arredata e regala all'ambiente una meravigliosa atmosfera.



E' stato possibile contenere la spesa grazie all'utilizzo del laminato e l'inserimento di pochi essenziali elementi distanziati in modo da colmare visivamente gli spazi .

La cucina Cesar è costata € 7.550,00;
La carta grafica Wall and Deco € 950,00;
Il blocco Isola-Giorno comprensivo di divano tavolo e sedie €4290,00.




Michele De Biase



giovedì 12 giugno 2014

Arredare è come scrivere una canzone



Da ragazzo ho scritto tante canzoni  e la mia chitarra era per me un indumento senza il quale mi sentivo nudo.
Portavo con me un'agenda sulla quale annotavo le mie sensazioni, le mie intuizioni e nei momenti di grazia si creava un atmosfera magica nella quale parole e musica si incontravano per dar vita ad una canzone, una nuova creatura che amavo e coccolavo.

Ed ogni nuova canzone mi sembrava più bella delle altre e la facevo ascoltare ai miei amici presentandola come fosse un nuovo amico , una persona con i suoi pregi e difetti che avrebbe fatto parte del gruppo e ci avrebbe accompagnato nelle sere di inverno davanti ad un fuoco improvvisato o nei giorni di estate seduti su un muretto della villa.

Nella mia vita non ho fatto il cantautore come Antonella Perrini prevedeva in questo articolo del 1984 ma ho scoperto la bellezza dell'arredare ed ho avuto la fortuna di vivere di un lavoro che mi ha appassionato e continuo ad amare anche nei momenti difficili .

 La passione mi aiuta a cercare nuove idee e mi fa guardare le case dei miei clienti come un foglio bianco sul quale scrivere la mia musica.

E oggi sono impaziente di vedere dal vivo i lavori che ho progettato,quella cucina che sembrava impossibile,
quel divano moderno in pelle color tortora con la parete in massello di memoria,il vecchio garage che è diventato una zona giorno o più semplicemente quella poltroncina con lampada e tavolino che serviva alla mia cliente per dare una nuova veste al soggiorno,  perche' spostare i vecchi mobili non era più sufficiente.

Meravigliosi quei clienti che si alzano la domenica mattina con la voglia di cambiare e mettono sottosopra la casa invertendo la posizione del tavolo con i divani e che graffiano il parquet perchè impazienti di vedere la nuova disposizione ed essere sempre contenti del nuovo assetto perchè il nuovo è sempre più bello.

Importante poi il giudizio del vicino o della mamma o degli amici che quasi sempre danno un giudizio perfettamente in linea con il loro entusiasmo.

Ascoltare il parere degli altri è importante e mi ricorda tanto la mia ansia quando aspettavo il giudizio di chi ascoltava le mie nuove canzoni.
Ne scrutavo il volto, cercavo di carpire le più vere sensazioni e impazzivo di gioia quando le apprezzavano e godevo quando le cantavano.

Ormai suono la chitarra solo in qualche serata passata con i miei amici dopo una bella mangiata e un bicchiere di vino e naturalmente mi manca tanto.

Ma creare è creare e anzichè combinare delle note oggi combino  forme e colori e arredare è come scrivere una canzone.

Michele De Biase



martedì 10 giugno 2014

Quanto costa una cucina?



In questo post ti svelerò alcuni segreti per comporre una cucina con un budget ridotto:

QUATTRO/CINQUEMILA EURO


Il tuo budget per la cucina è di circa quattro/cinquemila euro e non vuoi rinunciare al sogno di una cucina all'americana con isola e sgabelli?

Ti svelo qualche piccolo segreto.

Prima di continuare a leggere però ti invito a dare un'occhiata al post precedente in cui parlo approfonditamente del costo di una cucina cliccando sul seguente link:


Fatto?
Ora possiamo proseguire.

Innanzitutto se vuoi una cucina con isola o penisola devo presupporre che hai molto spazio a disposizione.

quindi:


  • evita componenti di piccolo taglio . Ad esempio meglio una base da cm 60 che due da trenta e così via. Avrai maggior contenimento e minore costo oltre che una composizione più bella e corposa;
  • fa grande uso di mensole e utilizza colonne dispensa profonde cm 60 . Le mensole costano meno e rendono la composizione più leggera e particolare;
  • utilizza piani in laminato. Hanno il miglior rapporto qualità prezzo;
  • scegli anche i frontali in laminato. il laminato proposto oggi è molto più curato che in passato. Non teme il confronto con il legno impiallacciato, costa meno ed è molto resistente;
  • richiedi Kit di elettrodomestici tutti di una stessa marca. In genere ci sono offerte anche importanti se prendi tutto Ariston o Rex o altri marchi;
  • non inserire elementi speciali come estraibili vari ed attrezzature interne particolari.Cerca di preferire la base ad angolo cm 90 x 90. Costa meno e non necessità di attrezzature speciali per un utilizzo agevole.


Ti do anche qualche consiglio estetico. 


  • Se ti piace l'effetto legno cerca di miscelarlo con frontali in tinta unita possibilmente opachi.
  • Non accostare mai nella stessa cucina essenze con essenze ( es. rovere scuro e larice chiaro).
  • Confronta sempre i campioni dei colori della cucina con i materiali di casa tua(rivestimento,pavimento o altro).Messi tutti insieme su di un tavolo avrai subito la percezione di quello che va "male o bene".
  • Prima di acquistare verifica sempre la composizione con un buon disegno grafico. L'effetto finale di un rendering è molto vicino a quello che avrai a casa tua.


Quindi se hai un budget di quattro/cinquemila euro e vuoi una cucina con penisola non ti scoraggiare.

Puoi farcela e ti mostro come esempio una composizione che raccoglie un pò questi consigli.





Questa composizione misura cm 330x330 e non sembra per niente male.
Cosa te ne pare?

Michele De Biase

leggi anche "quanto costa una cucina 1"

LINEATRE ARREDAMENTI
ALBEROBELLO BARI

venerdì 6 giugno 2014

Quanto costa una cucina 1




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QUANTO COSTA UNA CUCINA?
La risposta è semplicissima ed almeno per me chiarissima:


 DA NOVECENTO  A       CENTOCINQUANTAMILA EURO.
Sicuramente questa risposta aumenta la tua confusione ma è la verità. Quello che è valido per le automobili o per le barche o per la maggior parte dei beni durevoli è valido anche per le cucine.

Ma è probabile che tu abbia sentito parlare di cifre discordanti e vuoi capirci qualcosa in più.

 Quindi sei approdato al mio blog e il titolo ti ha incuriosito.
Cercherò di darti delle risposte e non ti deluderò.
Hai sentito parlare di cucine complete che costano 2000/3000 euro e speri di poter spendere la stessa cifra per la tua cucina?

 E’ dura !

 Puoi farcela ( non nel mio negozio) ma devi sintonizzarti su aspettative di questo tipo:

 

ü  Niente “ su misura” ma solo composizioni bloccate;

 ü  Elettrodomestici di scarso valore;

 ü  Nessuna assistenza post-vendita;

 ü  Scarsa qualità del montaggio;

 ü  Bassa qualità del prodotto.

 

Se le tue aspettative sono un po’ più elevate perché magari non ti va di buttare via il tuo denaro o perché desideri che la cucina ti duri un po' e vuoi usarla comodamente allora ti consiglio di alzare il tuo budget.

Il budget medio degli Italiani si aggira sui 4500/5000 euro.
Più alto del precedente ma decisamente più basso di qualche anno fa.
Probabilmente le cause di questo abbassamento non sono da addebitare del tutto alla crisi economica.
Concorrono alla ridefinizione del budget in ribasso anche altri fattori quali la comunicazione dei "mercatoni" e la tendenza dell' industria dei "cucinieri" a restare nella pancia del mercato.
Presi dal panico per la forte contrazione molti produttori (tra cui anche alcune aziende leader) hanno pensato bene di produrre soluzioni più economiche con la conseguente partecipazione della distribuzione tradizionale che è scesa in battaglia con le fionde a combattere contro i cannoni della grande distribuzione.
Il risultato è un disastro per gli amanti della qualità e una gran confusione nella mente dei consumatori che non sono in grado di distinguere le differenze reali tra prodotti apparentemente simili .
C'è un vecchio detto che dice "nessuno fa miracoli" per cui chiediti come mai la stessa azienda che fino a qualche tempo fa produceva cucine che costavano mediamente 7000/8000 euro, oggi ne produce da 4000?
Ha rinunciato ai suoi utili?
Ha ridotto i suoi costi per offrire il surplus di utile ai consumatori?
O ha semplicemente rinunciato a produrre cucine di qualità?
Con questo non voglio dire che una cucina di 4/5000 euro sia una schifezza, anche perché ne vendo tante a questa cifra ( leggi il post di una cucina con budget 4000 euro).
Dico solo che con quella cifra hai una cucina di quel valore. Ok?

nessun affare!

E non ci sono affari in quei mega negozi con costi vertiginosi di personale e di pubblicità che ti irretiscono con offerte che crollano di fronte alla tua esigenza di ricevere un minimo di personalizzazione.
Vai sui forum di arredamento o chiedi in giro a qualche conoscente e dimmi quanta gente dichiara di aver fatto un "affare".
Un vero affare puoi farlo  in un outlet serio o  acquistando cucine in esposizione in offerta a condizione che le tue esigenze coincidano in tutto e per tutto con il prodotto in pronta consegna.
Ma tu, caro mio lettore, hai bisogno di risposte concrete e pretendi giustamente che io onori il titolo di questo post e rispetti le tue aspettative per cui è bene che ti dia un po' di numeri e ti spieghi qualcosa in più.
Intanto ogni cucina (intesa come stanza) ha la sua storia: dimensioni, vincoli, regolarità degli angoli e destinazione.
Ed ogni cucina(intesa come prodotto) ha pure la sua storia: qualità, design, bellezza, servizio.
Quindi prova ad incrociare tutte le combinazioni ed avrai lo stesso effetto che puoi avere con le note musicali.
Ma nonostante tutto voglio darti dei numeri.
La cucina "media" che sta nel budget medio degli italiani(4500/5000 €) sviluppa circa 3,5/4 mt  lineari o ad angolo; ha piani di lavoro in laminato; ante in laminato; meccanica di buon livello; elettrodomestici di marca  in classe A ma di tipo standard e tutti della stessa marca; pochi interventi su misura; tavolo standard con 4 sedie; con un po’ di fortuna una piccola penisola; trasporto e montaggio inclusi.
Quindi in questo budget non sono previsti:
  • piani in marmo o composto o altri di maggior qualità che potrebbero far lievitare il prezzo di circa 1000 euro per composizioni standard;
  • dimensioni maggiori che potrebbero incidere di circa 500 € il metro;
  • ante in legno o laccate che potrebbero produrre un aumento anche del 50%;
  • elettrodomestici performanti che potrebbero incidere anche di qualche migliaio di euro;
  • accessori vari (illuminazione, interni speciali ecc..) che possono portarti via altri 1000 euro.
  • varie ed eventuali.
Spero di averti dato un piccolo strumento per  un po' di calcoli.
Nel mio negozio la cucina mediamente viene a costare di più del budget medio degli Italiani e questo dipende soprattutto dal fatto che nel dialogo costruttivo con i miei clienti vengono fuori esigenze sommerse.
Il cliente nella piena consapevolezza dei vantaggi di cui godrà per molti anni a venire come la maggiore funzionalità e praticità, il risparmio di tempo ed energia, il piacere del bello per se e per gli altri e non ultima la durata della cucina, decide di investire qualcosa in più sapendo che alla fine si tratterà di un grande risparmio.
Una forma di risparmio intelligente e lungimirante.
Voglio darti un consiglio.
Anziché porti la domanda "quanto costa una cucina" chiediti "quanto voglio spendere", insomma creati un budget e rivolgiti al tuo rivenditore di fiducia senza timori spiegando  con chiarezza quali sono le tue esigenze, rivelando subito il tuo budget.

 Un rivenditore serio ti ascolterà e riuscirà a trovare la soluzione giusta per te perché è suo interesse acquistare  un nuovo cliente che contribuirà ad aumentare il passaparola.

 Il buon passaparola è la più potente forma di pubblicità ed è la nostra forza e nella costante ricerca di questa "forza" risiede la nostra debolezza... sfruttala!

Michele De Biase.



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LINEATRE ARREDAMENTI
ALBEROBELLO BARI

mercoledì 4 giugno 2014

Arredare male o bene



E' il mio primo post nel mio primo blog e confesso di essere particolarmente imbranato in fatto di internet e tecnologia informatica.

Ma ho tante cose da dire e una grande ambizione: mettere a disposizione tutta la mia esperienza di arredatore maturata in 28 anni e pubblicare degli articoli che mettano in evidenza il "male" e il "bene" dell'arredare.

Nel "male" ci saranno gli errori comuni, le paure, le spese inutili, i consigli sbagliati degli arredatori improvvisati e tutto quello che potrà servire per evitare di affrontare con inutili rischi una spesa importante .

Nel "bene" riporterò i trucchi e i segreti per arredare con gusto , per spendere il giusto e per centrare con facilità gli obiettivi che ciascuno si pone in base alle proprie esigenze.

Che la tua casa sia piccola o grande, in affitto o di proprietà, nuova o vecchia è sempre il tuo porto sicuro.
Il posto in cui devi riposarti e ricaricarti e sono certo che entrambi vogliamo la stessa cosa .. viverci nel miglior modo possibile.

Michele De Biase