sabato 25 ottobre 2014

La cabina armadio. Soluzioni,tipologie e costi.



Nel  1991 inserii in negozio una cabina armadio della ditta Move.

I miei clienti rimanevano di stucco quando la mostravo perché appariva come un normale armadio
ad anta battente ma che si rivelava, aprendo le ante, uno spazioso camerino attrezzato in cui
entrare, muoversi liberamente, poter tenere sotto controllo ogni cosa ed immaginare di nascondere agevolmente varie cose, dalla cassaforte agli … amanti.

Da allora il prodotto si è evoluto e sono apparse sul mercato numerose varianti a vari prezzi, colori e forme, componibili o bloccate e come al solito oggi la clientela, con l’aumento dell’offerta, se da un lato ha a disposizione una scelta infinita di tipologie, da un altro è più confusa e a volte perfino bloccata.

Proviamo quindi a fare un po’ d’ordine.

Innanzitutto vi sono due condizioni di partenza differenti:

una camera da letto in cui inserire una cabina che sostituisce l'armadio;
una stanza intera da adibire a spogliatoio.

In questo post  parlerò quasi esclusivamente della prima delle due condizioni, presentando varie tipologie e diverse soluzioni.

Per valutare se è possibile inserire nella propria camera una cabina armadio è necessario fare un rilievo attento della stanza e partire dal presupposto che se lo spazio da dedicare alla cabina è inferiore a cm 120 di profondità, è praticamente inutile realizzarla.

Andiamo quindi con qualche esempio.

In una camera da cm 440 x 365 è possibile realizzare una soluzione come quella che segue.



E’ importante che la disposizione di porta e finestra  sia uguale a quella dell’esempio.

Se naturalmente le dimensioni dovessero essere maggiori non cambia niente anzi, si migliora ulteriormente.

Dimensioni inferiori invece comprometterebbero questa soluzione.

Vediamo quindi alcune varianti.

Con qualche centimetro in più possiamo creare una doppia cabina.

Simmetria assoluta per il “Lei e Lui”.



Variante.
 

                       


Soluzione ad angolo



Quindi dopo avere valutato dimensioni e posizione di porte e finestre ricordatevi che:
  •      la profondità della cabina non deve essere inferiore a cm 120;
  •          il letto matrimoniale  misura cm 170/180 di larghezza per cm 210/230 di lunghezza (misura italiana) mentre gli altri arredi sono disponibili in tante dimensioni diverse.
La parete divisoria è possibile realizzarla oltre che in muratura o cartongesso anche in pannelli forniti dalle aziende produttrici, ai quali vengono fissate le ante scorrevoli o a libro.

Ecco alcune tipologie per l’interno.

Da Zanette una soluzione interessante con doghe orizzontali utilizzate come pannellatura di fondo e ripiani da inserire agevolmente nelle guide.



Da Clever i pannelli di fondo sono fissati a muro e legati da cremagliere verticali.





Nelle stesse cremagliere si agganciano le attrezzature che possono essere spostate agevolmente per modificare anche in seguito la disposizione degli elementi



Questa soluzione(nella foto cabina della ditta Mercantini) non prevede pannelli di fondo.

I ripiani e le altre attrezzature si fissano a montanti che possono essere ancorati a muro o a soffitto dritto o inclinato.
Naturalmente l’assenza delle schiene abbassa notevolmente il prezzo.



Ancora una tipologia questa proposta da Zanette.
Le fiancate sono a telaio e danno la percezione di maggior robustezza.



Per finire, è possibile utilizzare dei semplici armadi componibili e privarli integralmente o parzialmente delle ante.

Potreste acquistare un qualsiasi armadio componibile senza ante, utilizzando le scocche e ottenendo a basso costo una cabina solida e funzionale.

I costi.
Variano a seconda della tipologia, delle dimensioni, della quantità di accessori e del livello di rifinitura.

Siccome però non voglio lasciarvi a secco di informazioni vi dirò che sono riuscito a realizzare cabine anche grandi con un minimo di spesa di € 1.800,00.
Raramente ho superato i 6000,00 euro.

Per concludere vi ricordo che sono disponibili notevoli varianti di colore e che sono tutte realizzabili a misura, tanto è che ne ho montata una in un trullo con tanto di cono e muri irregolari.

Michele De Biase.


sabato 4 ottobre 2014

La parete attrezzata







I clienti che si accingono ad arredare il soggiorno, nella maggior parte dei casi, mi richiedono come mobile una “parete attrezzata”.

Lo schema richiesto è (ahimè) fisso:
 parete attrezzata +  divano,possibilmente con penisola(appendice spesso scomoda ed inutile).
In qualche caso lo schema prevede un tavolo e in casi eccezionali anche un mobile basso (chiamato erroneamente “madia”).

Si può fare di più?

Si può uscire da questo schema?

Il più delle volte si, altre volte assolutamente si!

Una settimana fa due ragazzi di Taranto nello schizzare velocemente la pianta del loro soggiorno mi hanno indicato il posto per la parete attrezzata.
Avrebbero voluto inserirla nella zona pranzo dove ci andava anche un grande tavolo.
Gli ho chiesto a cosa gli servisse questo mobile.
 Non gli serviva come libreria, non ci andava la tv, non avevano oggetti da esibire ma solo la necessità di un po’ di contenimento.

E allora a cosa vi serve attrezzare la parete?

Mi hanno risposto che così fan tutti.

Naturalmente gli ho proposto in alternativa un bel mobile contenitivo cm 240 di lunghezza e alto cm 110 spiegandogli che era più funzionale ed idoneo per la loro specifica esigenza e che la zona camino che avevano già realizzato con tanto di mensole e porta tv era più che sufficiente ed era inutile ripetersi.

La “parete attrezzata” è indispensabile quando si ha a disposizione un’unica parete da arredare perché le altre sono magari interrotte da porte e finestre o destinate ad altro.

Un mobile quindi ben progettato in questa specifica situazione consente di rispondere a molteplici esigenze come inserire il televisore, l’impianto stereo, libri, oggetti ed altro.

Prima di procedere all’acquisto di una parete attrezzata chiedetevi quindi se è il prodotto giusto per voi.

La zona giorno è spesso il primo ambiente che si vede entrando in casa. E’ il vostro biglietto da visita ed è il più complesso e delicato da arredare perché in un unico spazio devono convivere arredi di diversa natura che devono essere ben coordinati e disposti in modo da lasciare il giusto spazio e le giuste distanze.

Se dopo una attenta analisi avete deciso di inserire una parete attrezzata, leggete il seguito di questo articolo per saperne un po’ di più.


 Vi annoio un po’ descrivendo in breve le varie tipologie di “parete attrezzata” in modo da potervi districare nei meandri dell’offerta attuale.



PARETE ATTREZZATA A SPALLA PORTANTE

La spalla portante è il fianco e i vari moduli sono concatenati in modo che tra due moduli c’è un fianco in comune.

In genere le pareti a spalla sono componibili e disponibili in varie altezze e larghezze.

Le composizioni realizzate sono spesso lineari e gli spazi vengono sfruttati integralmente.

Si può dire che questa tipologia è stata la prima ad arrivare sul mercato ed è stata la più usata per molto tempo.

Da un po’ di tempo la soluzione più richiesta è quella a “bussolotti” che presenta rispetto alla prima alcuni vantaggi come la possibilità di modificare la composizione anche dopo averla acquistata e un costo in genere più basso.

PARETE ATTREZZATA A BUSSOLOTTI

I bussolotti sono dei mobili finiti di varie dimensioni che accostati tra di loro insieme a mensole ed accessori  formano composizioni molto movimentate e sicuramente potenzialmente più dinamiche delle pareti a spalla tradizionali.

Con qualche piccolo espediente si possono anche realizzare grandi composizioni con pochi elementi ben distanziati tra di loro con il conseguente vantaggio di ridurne il costo complessivo e risultare più snelle.

Per ottenere un buon effetto è importante che il muro di fondo sia colorato in modo da creare uniformità ai vari elementi che altrimenti potrebbero risultare slegati tra di loro, possibilmente in contrasto con la finitura dei bussolotti.


Da un po’ di tempo sono disponibili anche soluzioni miste dove le due tipologie si integrano.

Naturalmente sono disponibili sul mercato soluzioni a vari prezzi e di diversi stili dal moderno al classico al country.


 





Parete a bussolotti di CAPODOPERA














Parete a spalla di MARCHETTI
















DALL'AGNESE


















NAPOL















Molti di voi mi chiederanno il costo di una parete attrezzata ed io vi risponderò come al solito che è impossibile dare prezzi a priori.

Le variabili sono molteplici e vanno dalle dimensioni ai materiali, dal livello di rifinitura al design,
dalla minore o maggiore componibilità al servizio offerto dal rivenditore.

Come sempre vi consiglio di crearvi un budget e sicuramente troverete sul mercato la parete al prezzo che desiderate.

In ogni caso ricordate la massima di Benjamin Franklin:


L'amarezza di una scarsa qualità
 rimane per lungo tempo,
dopo che il piacere di un prezzo basso
è stato dimenticato.


Michele De Biase

















sabato 9 agosto 2014

Come arredare il "cucinino".





Il "cucinino" è decisamente tramontato?

Niente affatto!

Se da un lato i produttori di cucine si impegnano a creare cucine sofisticate e super attrezzate dall'altra parte vi è una schiera nutrita di appassionati della cucina lontana dagli sguardi, da non esibire, da usare giusto per cucinare, da poter anche non riordinare se si è stanchi perché tanto c'è una porta che sigilla disordine ed odori.

Se vuoi arredare un cucinino perché ti piace o perché non hai alternative, leggi questo post e troverai degli esempi concreti che ti permetteranno di sfruttare al meglio il piccolo spazio di cui disponi.

Se sei in fase di costruzione o di ristrutturazione e quindi in grado di definire ancora lo spazio, cerca di rispettare gli ingombri minimi che ti consentano un'ottima distribuzione come mostro in questa pianta.



La profondità giusta è cm 180/190 perché ci consente:

  • L'inserimento delle colonne su un lato;
  • Di poter disporre uno spazio di 120/130 per muoverci comodamente;
  • Di poter attrezzare il lato opposto alle colonne senza problemi.

L'accesso centrale ci dà questi vantaggi:

  • Possiamo sfruttare i tre lati della cucina;
  • Abbiamo una visione più gradevole nell'insieme;
  • Otteniamo un effetto visivo di dilatazione dello spazio.
Naturalmente sono possibili altre varianti sulla base dei vincoli esistenti e di seguito ti mostro alcuni esempi.



In questi esempi noterai che preferisco che un lato sia attrezzato con tutte colonne e questo perché, nel caso di composizioni ad angolo con un lato molto corto, è preferibile accostare alla colonna frigo, una colonna ad angolo, nella quale è possibile anche disporre un forno.

Potrai valutare l'inserimento di una base ad angolo in sostituzione della colonna solo se hai necessità di ulteriori piani di appoggio e comunque mai se la profondità della cucina è inferiore a cm 165.


Se la profondità di cui disponi è inferiore a cm 190, sperando che non sia meno di  cm 125, ecco alcune soluzioni .


Questa pianta è relativa ad una cucina effettivamente realizzata ed ha un elemento molto particolare.
Si tratta dell'inserimento del forno nella dispensa ad angolo.



L'inserimento del forno nell'angolo ci consente di sfruttare la base del piano cottura con comodi cassetti e ci consente un utilizzo ottimale del forno alto che in spazi ridotti è certamente più comodo.


Se sei in fase di ristrutturazione ed hai un cucinino da attrezzare cerca di apportare delle modifiche che ti consentano un utilizzo corretto dello spazio seguendo attentamente gli esempi che ho citato.


La modifica più importante da apportare è relativa alla porta di ingresso che ti consiglio di realizzare centrale, scorrevole e quanto più larga possibile.

Se sei in fase di ristrutturazione e sei indeciso se abbattere o meno il cucinino a favore di un ambiente unico, rifletti attentamente perché per quanto siano meravigliose e funzionali le grandi composizioni con i grandi piani di appoggio e gli elettrodomestici di nuova generazione eccetera, il "vecchio cucinino" è una soluzione da non scartare... e poi costa di meno!

Michele De Biase

sabato 2 agosto 2014

Uno studio a vista nel soggiorno

In uno degli ultimi post ho mostrato un progetto di un ufficio nascosto nel soggiorno.
Oggi vi mostrerò un progetto con uno studio a vista nella zona giorno.

E' in aumento la richiesta di scrivanie nei soggiorni e a differenza di qualche anno fa, quando mi si richiedevano scrittoi con funzione più o meno decorativa, oggi mi richiedono vere e proprie postazioni funzionali con tanto di spazio per computer ed accessori vari.

Non voglio certo analizzare questo tipo di cambiamento nei costumi degli italiani sotto il profilo sociologico(più facebook meno piazza) ma prendendo atto che la richiesta è in aumento vi mostro questo progetto e provo ad indicarvi varie soluzioni alternative.

Questo ambiente era già parzialmente arredato e lo stile era chiaramente classico.
Ho utilizzato il programma giorno della ditta Marchetti per disegnare tutto quello che vedi nel rendering, dalla parete attrezzata con tv, all'angolo studio a sinistra del camino , completando la zona di ingresso con degli armadi guardaroba incassati.



Utilizzo spesso questo prodotto perché è assai versatile oltrechè di grande impatto visivo grazie all'utilizzo esclusivo del legno massello lavorato in svariati effetti materici e cromatici .
La  Marchetti è una delle mie aziende preferite e nonostante i costi elevati ampiamente giustificati dalla qualità assoluta e dalla bellezza graffiante dei prodotti, io la propongo regolarmente ottenendo una grande soddisfazione condivisa dagli stessi clienti.

Quindi se vuoi un angolo studio nel soggiorno puoi prendere spunto dalle idee che ho già presentato e se intendi rivolgerti ad un negozio di arredamento puoi richiedere per il progetto l'utilizzo di programmi per la zona giorno.

In questa immagine puoi vedere addirittura una composizione standard con scrivania integrata nella parete attrezzata.

Questa parete è della ditta Napol ed è disponibile in tante altre versioni di colori ed essenze.

Se avete quindi bisogno di una zona studio nel soggiorno ecco quindi alcune regole:


  • Se avete poco spazio e volete nascondere scrivania e attrezzature, potete utilizzare delle scaffalature con ante scorrevoli ed attrezzarne l'interno (vedi il post precedente).
  • Se avete poco spazio e volete tenerlo a vista potete utilizzare mobili attrezzati che prevedono l'inserimento di piani scrivania.
Se volete realizzare una zona studio nel soggiorno non venite da me se:

  • vi serve per portarvi il lavoro a casa;
  • dipendete da internet e volete evitare crisi di astinenza;
  • avete la mania del controllo e non ve la sentite di attrezzare a studio altre pur disponibili stanze;
  • volete studiare e non perdervi i programmi visibili all'unico televisore di casa.
Michele De Biase



martedì 29 luglio 2014

Un tavolo da pranzo... anzi da biliardo!

Vi piacerebbe tanto avere nella vostra casa un bel tavolo da biliardo professionale ma:

  • Non avete spazio per inserirlo;
  • Non volete apparire degli esaltati;
  • Temete che non sia in sintonia con il vostro arredamento;
  • Il vostro partner non ve lo consente per imprecisati motivi;
  • Altro...
Se sognate un biliardo ma ci state rinunciando per una di queste ragioni prendete in considerazione questo tavolo da pranzo trasformabile.









In questa foto io e il mio amico Leonardo stiamo goffamente posando ma da ragazzi ci incontravamo alla "Spess"(la nostra associazione sportiva) e giocavamo sul serio, insieme al resto della compagnia rigorosamente maschile.

Gli ho promesso che ne acquisterò uno per casa mia ed inviterò i vecchi amici con mogli e figli a fare una bella panzerottata. 
Dopo la mangiata via la tovaglia, via la copertura e tutti a giocare al biliardo e a ricordare i vecchi tempi ignorando tutti gli anni passati troppo in fretta.
Michele De Biase.














sabato 26 luglio 2014

Un ufficio nascosto nel soggiorno.


Ho avuto la fortuna di arredare una villa bellissima a Polignano a Mare con "vista mare" e accesso diretto sulla spiaggia.

Il piatto forte era il soggiorno con tre finestroni curvi dai quali  si poteva godere di una spettacolare vista mare... roba da film!

Il feeling con i proprietari è stato immediato ed il buon rapporto è continuato in seguito e di tanto in tanto la signora Antonella viene a farci visita giusto per scambiare qualche parola e rinnovare la stima reciproca.

La scelta dei materiali è caduta sul legno massiccio e sbiancato con alcuni innesti di legno naturale trattato ad olio e su tessuti in tinta naturale per le sedute.

L'intento era quello di non interferire con l'azzurro del mare che doveva rimanere il protagonista assoluto della scena.

La richiesta un po' più complessa era quella di individuare una zona "ufficio" non perché non vi era nel resto della casa una camera da utilizzare come studio ma perché il desiderio dei mie clienti era quello di poter sfruttare fino in fondo la vista del mare e lavorare in assoluto relax.

La soluzione trovata è stata quella di attrezzare un' unica parete e celare le attrezzature in un vano della libreria con una grande anta scorrevole.








Per creare un effetto visivo importante e centrare la zona ufficio ho allungato la composizione a sinistra inglobando la porta esistente e creando un supporto visivo per il pranzo.






Il grande divano ad angolo occupa la zona centrale e all'ingresso vi è un capiente guardaroba.

Le aziende utilizzate sono Marchetti per la parete attrezzata e Valmori per il divano.

Vorrei fotografare il tutto e pubblicare le foto perché credetemi è spettacolare!

Michele De Biase



giovedì 24 luglio 2014

Come mascherare una porta di troppo in cucina.

I miei amici Pino e Maria Franca dovendo rinnovare la loro cucina ormai "maggiorenne" mi sottoposero una serie di richieste assai stimolanti.
L'esperienza maturata nei venti anni di uso della vecchia cucina era stata sufficiente ad identificare un identikit preciso di cosa dovevano acquistare, quali errori non rifare e quanti bisogni soddisfare.

"I piani di lavoro non bastano mai!", "voglio contenitori, contenitori e contenitori!", "mi piace l'isola con fornelli e lavello e piano snack per la colazione...anzi voglio due lavelli!".

Lo spazio a disposizione c'era e non ho avuto difficoltà ad accontentare Maria Franca (un po' meno Pino visto che il preventivo saliva senza controllo!).

Una richiesta meno comune era "quella dannata porta della lavanderia giusto nell'angolo!" che obiettivamente rompeva la continuità degli elementi ed essendo posizionata a ridosso dell'angolo non mi consentiva di realizzare una composizione ad U.

Ho trovato quasi per caso nel listino di una mia azienda un elemento che mi ha risolto egregiamente il problema.
Si tratta di una dispensa ad angolo passante.

In pratica la dispensa nasconde l'ingresso della lavanderia cui si accede aprendo l'anta dell'armadio.
L'interno della colonna è opportunamente corredato di ripiani posizionati nei posti idonei.




Le ante sono in tranchè grigio ed in laccato bianco.

Gli inserti a giorno color melanzana.






Freddo ma non troppo, comodo e funzionale,
Il costo?
Chiedetelo a Pino!

Michele De Biase

martedì 22 luglio 2014

Cucina classica e moderna?

E' una frase piuttosto comune e tutte le volte che mi dicono vorrei una cucina "classico-moderna" io vado regolarmente in tilt.

E' in qualche modo una frase che fa da asso pigliatutto e generalmente nasconde una incertezza di fondo o una mancata presa di posizione sullo stile da scegliere.

Nella maggior parte dei casi, in fase di approfondimento, si finisce per optare per uno stile o per un altro.
In qualche altro caso si fa una selezione di modelli che nascono fondamentalmente classici ma che vengono ibridati con innesti di acciaio e componenti moderni.

Le soluzioni che preferisco sono invece quelle che prevedono un insieme moderno con pochi ma decisi innesti di elementi materici un po' di memoria.

In questo primo progetto è stato inserito un blocco in massello, contenete lavello e piano cottura, in un contesto decisamente moderno con ante laccate bianco seta senza maniglia.

Il piano di lavoro è in una pietra indiana spazzolata di notevole effetto.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               
 


                                   

E' molto interessante anche l'accostamento di tavoli invecchiati con cucine essenziali.
Ecco un esempio.






Quest'ultima composizione è realizzata con un'anta con telaio.
E' fondamentalmente moderna ma può accontentare coloro che non si emozionano con il minimale e non vogliono scivolare nel classico troppo ricco di orpelli.



Alcuni dettagli delle tre soluzioni.

Per la prima ho utilizzato le aziende Cesar , Marchetti ed Inspomarmi valore € 15.500,00.
La seconda cucina è Cesar ed il tavolo Devina Nais valore € 9.700,00.
Per l'ultima soluzione ho utilizzato l'azienda Aran World per un valore complessivo di €7.500,00.

Michele De Biase





venerdì 18 luglio 2014

Una camera per ragazzi per chi odia il ponte.


 Se devi arredare la camera dei ragazzi e non vuoi una soluzione scontata, leggi fino in fondo questo post.


il progetto di questo post





La soluzione più usata nella camera per ragazzi è il famoso "ponte".





Ecco una soluzione tipo con armadio ad angolo ed elementi pensili sotto i quali è predisposto un vano per l'inserimento di un letto o di una scrivania.






E' sicuramente una soluzione molto funzionale e permette di arredare con facilità quelle camere destinate ai ragazzi che sempre più spesso sono orribilmente strette e lunghe.

Qualcuno però reagisce alla dittatura del ponte (sembra il titolo di un film) e richiede soluzioni alternative.

Ecco quindi una valida alternativa progettata per Angelo e Mara di Noci che appunto desideravano per le loro due bambine un ambiente accogliente e funzionale ma privo degli armadi che "pendono sulla testa".

Per ridurre l'impatto di una visione rettangolare dalla porta di ingresso (situata sul lato corto), ho suddiviso la stanza in due porzioni ricavando due ambienti distinti.

Il primo, più distante dalla luce naturale, è stato opportunamente ribassato per consentire una corretta illuminazione e per incassare gli armadi ottenendo così una zona guardaroba distinta dal resto dell'ambiente.

Uno specchio dilata l'ambiente e consente di soddisfare la "innocente civetteria" delle bimbe.

Il secondo ambiente,più luminoso per l'ampia finestra, è diventato praticamente quadrato risultando così più gradevole oltre che più ampio.
Questa porzione ovviamente ospita il letto doppio e la zona studio.




Angelo e Mara sono contentissimi di aver realizzato una "cameretta" non comune e molto bella.

Le bimbe giocano felici nello spazio a disposizione e di tanto in tanto si nascondono negli armadi o si divertono allo specchio con il rossetto della mamma.

Io sono soddisfatto del mio lavoro e spero di avere tanti clienti come loro.
Clienti che mi stimolano a cercare soluzioni nuove e che non si accontentano degli stereotipi.




Michele De Biase

giovedì 17 luglio 2014

Una cucina di sapore vagamente country.






Questa immagine è relativa ad una'isola di lavoro della ditta Callesella ed è l'azienda che ho utilizzato per il progetto di cui parlo in questo post.

La richiesta è di una cucina in stile country da parte di una signora di Mottola.

In fase di approfondimento mi sono reso conto che aveva una casa in tutt'altro stile e la convivenza con la cucina richiesta era assai rischiosa.

Il pavimento era in marmo Bianco Carrara e gli infissi in stile inglese.
Il resto dell'arredamento era in classico "raffinato" e l'accostamento ad una cucina in muratura con le ante in castagno invecchiato mi faceva venire i brividi.

L'altro problema da affrontare riguardava la composizione.
La signora voleva una penisola e lo spazio a disposizione era davvero insufficiente.

Dopo varie lotte siamo arrivati ad un compromesso.

Al posto del castagno invecchiato ho proposto un'anta in massello di castagno naturale e il piano di lavoro è stato realizzato in Bianco Carrara.

Le murature sono state limitate alla cappa e alla struttura che ospita un frigorifero di libera installazione.

Il tavolo e le sedie sono piuttosto classici e il tutto è risultato alla fine assai gradevole.





Il costo complessivo è stato di € 15.000,00
Michele De Biase

lunedì 14 luglio 2014

Una cucina a specchio.

Ho avuto una richiesta particolare dalla città di Jeddah in Arabia Saudita.
Il mio amico Enzo che vive li mi ha richiesto per un suo cliente una cucina tutta a specchio!

La richiesta mi è sembrata subito bizzarra ma stimolante.
In fondo abbiamo utilizzato la specchio per i frontali degli armadi o per rivestire pilastri infelici o per dilatare ambienti e creare effetti scenici particolari.

Li ho proposti anche in giardini angusti, mascherandoli con arcate frondose e nonostante non li ami molto devo dire che se usati correttamente possono dare ottimi risultati.

Ho quindi interpellato un mio produttore di cucine che mi ha dato la sua disponibilità a realizzare una cucina con le ante a specchio.

Ecco qui un progetto di una cucina a vista in zona giorno.

Vi è uno scomodo muro divisorio che ho utilizzato come supporto per la penisola ed impreziosito con carta grafica.

Il parquet attenua l'effetto glaciale dello specchio.
Il piano è in acciaio ed in acciaio sono altri elementi strutturali.

Se quindi amate lo specchio e avete il desiderio nascosto di utilizzarlo anche in cucina non ritenete il vostro desiderio irrealizzabile.
Grazie ad un signore di Jeddah è possibile realizzarla in modo semplice quasi come fosse di serie.






Michele De Biase

sabato 12 luglio 2014

Come arredare l'ingresso?

In passato esistevano mobili per l'ingresso.
Si trattava di mobiletti di varie forme corredate da attaccapanni e specchiera.

Nelle evoluzioni successive degli anni ottanta e novanta ci fu addirittura un'esplosione di programmi componibili per l'ingresso che prevedevano pannelli a specchio e armadietti con appendiabiti interni.

Da un po' di tempo si può dire che questo modo di arredare l'ingresso è in disuso sia perché si entra in casa direttamente in un ambiente giorno sia perché le soluzioni preconfezionate sono ormai obsolete.

Resta comunque da risolvere un esigenza estetica per chi ha uno spazio di ingresso da arredare ed una esigenza funzionale per chi ha bisogno di un piccolo guardaroba ed un piano di appoggio.

Tra le varie possibili soluzioni ho scelto due progetti simili in cui ho risolto il problema utilizzando un armadio due ante ricavato da un normale programma componibile e una semplice base sospesa di un programma di mobili da soggiorno.

Il tutto è stato perfettamente incassato in una struttura in cartongesso.

L'illuminazione e gli accessori hanno fatto il resto.




Ho soddisfatto pienamente le esigenze dei clienti che chiedevano una soluzione funzionale, bella e insolita realizzando un progetto "su misura" con prodotti di serie.

Michele De Biase

venerdì 4 luglio 2014

Buone risate!

Dopo aver affrontato temi seriosi ho pensato di dare spazio a qualche sorriso con un “Dizionario dell’Arredamento” di tipo alternativo dando in modo “laterale” un nuovo significato ai termini normalmente usati.

Buone risate!

·         Alzatina: erezione insoddisfacente.
·         Alzatina. poltrona con meccanismo di alzata facilitata per nonna Tina.
·         Alzatina laterale: erezione con tendenza eccentrica.
·         Comodino: Leonardo da Como detto Dino.
·         Compensato: progetto ideato in gruppo.
·         Console allungabile: spiaggia con abbronzatura anche serale.
·         Credenza di legno: devi dire ad Enza che è truciolare!
·         Credenzone: omone di nome Enzo che si fa prendere per i fondelli.
·         Cucina con gola: signora che mentre cucina assaggia in continuazione.
·         Dondolo: l’ottavo nano.
·         Essenza Del Noce: campione del DNA di un famoso giornalista RAI
·         Fondo rivestito: ano dopo un intervento di emorroidi.
·         Gamba a Spillo: esortazione ai mondiali 1982 a sgambettare Altobelli.
·         Lavandino: giovani che fanno un gavettone a Dino.
·         Letto: risposta da dare a chi ti vuol vendere un libro.
·         Letto doppio: cento grammi di droga.
·         Loft: peto interrotto.
·         Materasso: campione sportivo Lucano.
·         Materasso: madre di Cristiano Ronaldo.
·         Muro portante: parete espositiva di ante campione.
·         Okite: altro nome dell’Influenza Aviaria.
·         Piano lavoro: inno degli scansafatiche.
·         Piano appoggio: auto raccomandazione prima di mettere le uova sul tavolo.
·         Porta TV: facchino di Media World.
·         Porta telefono: corriere Telecom.
·         Rubinetto:lo Stato che non si accontenta più dell’utile lordo.
·         Stile Etnico: arredamento di tipo siciliano.
·         Tappeto: tappo anti scoregge.
·         Trumò: imprecazione di Cassano all'arbitro.
·         Vetrata scorrevole: carta abrasiva di facile utilizzo.

·         Zoccolo: marito poco fedele.

sabato 28 giugno 2014

Le mie dieci regole per arredare casa



Vi sono delle regole universali per arredare casa?

Credo proprio di no ed è per questo che nel titolo ho specificato “le mie regole”.

Non voglio quindi  avventurarmi  in disquisizioni filosofiche  di “ Estetica” ma semplicemente sintetizzare in pochi essenziali concetti le mie sensazioni e le mie deduzioni  dettate dall'esperienza.

Mi sono sempre chiesto nei 28 anni di lavoro perché alcune case risultavano più belle di altre.
Perché alcuni ambienti mi trasferivano belle emozioni ed altri mi provocavano tristezza .
Perché alcune case piccole ed essenziali arredate con poco più di niente mi affascinavano tanto che i clienti non credevano ai miei complimenti  mentre altre che i proprietari  volevano pubblicare su AD  io non le avrei inserite nemmeno nei giornalini di quartiere.

Ho cercato quindi di ricavare delle regole sforzandomi comunque di  dismettere il filtro del mio gusto personale nel tentativo di renderle il più oggettive possibili.

Non entrerò nei dettagli tecnici perché il mio obiettivo è quello di creare i giusti stimoli per un approfondimento e per non farvi sbagliare nelle scelte.

Ecco quindi dieci regole che vi consiglio di studiare attentamente.

 Ignorandole potreste rischiare di fare inutili errori.

        LA LUCE
        LA PROSPETTIVA
        LA COERENZA
        LA PERSONALITA'
        LO SPAZIO
        LA FUNZIONALITA'
        MODA  E TENDENZA
        LA STRAORDINARIETA’
        LA VITALITA’
        LA POESIA

LA LUCE

L’elemento più importante è la luce.

Un  ambiente mediocre ben illuminato è più bello di uno curato nei dettagli ma scarsamente illuminato.

Bisogna fare l’impossibile per catturare la luce naturale.
Ampie finestre in più punti della stanza, fori nel soffitto, pareti divisorie in vetro, oblò nei corridoi insomma dove e quando è possibile, catturate la luce naturale.
Evitate strutture fisse esterne come gazebo o verande chiuse che possano ridurre l’ingresso della luce.
In ambienti molto grandi non  accontentatevi di un’unica ,seppur grande, fonte di luce. E’ importante che la luce arrivi in modo uniforme in tutti i punti della stanza.

Per la luce artificiale è necessario prevedere varie fonti di illuminazione distribuite a seconda delle necessità.
Meglio tante piccole fonti di luce che un enorme lampadario al centro della stanza.
Prevedete luce diretta sui piani di lavoro, sui tavoli, nei posti di lettura o per evidenziare dettagli interessanti come quadri, mobili o strutture architettoniche.
Inserite lampade a luce soffusa per creare atmosfera e luce indiretta per illuminare gli ambienti.

Quindi prima di affrontare qualsiasi spesa ricordatevi di partire dal presupposto che senza una corretta illuminazione otterrete risultati insoddisfacenti  anche con mobili ed accessori di alta qualità.
Una buona illuminazione oltre a migliorare l’umore e migliorare la vista crea effetti magici e rende tutto più interessante.

LA PROSPETTIVA
Vi sono dei punti  in una casa dai quali è necessario avere una visuale perfetta .E’ il punto preciso in cui si entra in casa o in una stanza qualsiasi, il primo metro quadro.
Insomma la prima impressione è quella che vale. Nel momento in cui entro in un ambiente devo avere una lettura chiara di quello che c’è e se ho una lettura incompleta o sgradevole difficilmente cambio la mia percezione.
Non serve entrare e dover cercare il giusto punto di osservazione allontanandosi , piegandosi o salendo su una sedia.

Evitate quindi di posizionare all'ingresso barriere visive, come spesso mi capita di vedere con i fianchi delle pareti attrezzate nei soggiorni o degli armadi nelle camere da letto o dei frigoriferi nelle cucine.
Create profondità e fate in modo che le cose più interessanti da vedere si vedano subito. 

Provate a fare un disegno in scala del vostro ambiente e fate partire delle linee rette dall'ingresso verso tutte le direzioni . Capirete subito quello che sarà visibile e quello che resterà nascosto.

Dopo esservi assicurati una buona prima impressione sarà importante considerare i successivi punti di vista preoccupandosi sempre di avere una chiara lettura di ogni cosa.

Immaginatevi come un fotografo che voglia esser certo di prendere tutte la facce intorno ad una torta.
“Spostati”, “sorridi”, “piegati”, è quello che dovete dire ai mobili e agli oggetti della vostra casa.

Una buona prospettiva quindi migliora la lettura e potenzia gli effetti desiderati.

LA COERENZA

Andreste in smoking in una serata tra amici vestiti casual?
Vi  fareste confessare da un sacerdote con una donna nuda tatuata sul petto?
Affidereste i vostri soldi ad un bancario con orecchino al naso e capelli fucsia?

Certamente qualcuno potrà dire “io mi sento a mio agio in smoking” o “adoro i preti alternativi” oppure “che c’è di male a colorarsi i capelli? Le apparenze ingannano!” o frasi del genere che in ogni caso sono delle eccezioni e non cambiano il fatto che non c’è coerenza nelle situazioni che ho citato.

Vi è un contrasto violento tra il concetto di “serata tra amici in relax e abbigliamento da cerimonia”;
tra “ sacro e profano”; tra “affidabilità legata tradizionalmente a giacca e cravatta e alla trasgressività poco rassicurante che trasferisce un’immagine punk”.

Per la vostra casa dovete prefissarvi un concetto e seguirlo  costantemente nelle scelte cercando di discostarvi il meno possibile.
Potete scegliere come concetto base “una casa accogliente” o “ linee minimali” o “una rassicurante tradizione”.
Come “l’oriente”,”il colore”,”l’originale”,”il rustico”,”il nordico”,”l’estate”,”l’autunno” e chi più ne ha più ne metta.
Ma non mescolate senza criterio i vari concetti e assicuratevi che la vostra scelta sia coerente con la struttura fisica che già avete.
Se ad esempio la vostra casa ha le porte in ciliegio o gli infissi in mogano e il pavimento in finto granito avrete difficoltà a creare le atmosfere dello stile nordico o la perfezione del minimal.
Se avete delle piccole finestre che partono da un metro da terra avrete difficoltà ad inserire coerentemente un “tatami”.
In una struttura in pietra potreste scegliere un arredamento high tech ma questa scelta dovete portarla fino in fondo.

Potrei continuare con ulteriori esempi ma lascio a voi il compito di approfondire questo argomento guardando da una nuova ottica la vostra casa e le vostre intenzioni di arredarla o completarla.
Di certo sono possibili forme di ibridazione degli stili e a volte sono estremamente interessanti.
Ma è una strada difficile da percorrere e serve oltre che buon gusto anche molta esperienza e un po’ di fortuna.

Quindi limitate al massimo i vostri errori andando sul sicuro:
scegliete il vostro concetto e seguitelo  con coerenza.

LA PERSONALITA’

Ogni persona è unica. Possiamo trovare dei sosia o caratteri simili.
Possiamo tentare di raggrupparli secondo alcune caratteristiche ma di fatto non esistono due persone uguali in tutto e per tutto.

Dovremmo poter dire lo stesso delle case e per farlo è necessario che la nostra dimora rispecchi  il nostro mondo interiore.
E’ necessario quindi conoscersi approfonditamente e ricercare ,nell’arredare la propria casa ,la proiezione del proprio io, dei propri sogni e del proprio modo di vivere.
Questa ricerca vi consentirà di vivere in armonia nel vostro porto sicuro ma anche di dare alla vostra casa un’impronta unica che rispecchia appunto la vostra personalità.

Evitate quindi di seguire gli stereotipi e non imitate gli arredamenti visti sulle riviste o in casa di conoscenti.
Se vi rivolgete ad un arredatore chiarite quali sono le vostre aspettative e la giusta personalità che volete dare alla vostra casa.
Pensate se volete creare ad esempio un ambiente informale oppure vi piace l’idea dell’ordine e del rigore.
Se vi piace stare in compagnia ed ospitare amici e parenti o se preferite vivere lontano dagli sguardi.
Se amate i colori accessi o quelli spenti.
Se vi piace cambiare spesso o se vi piace l’idea di dare subito un’impronta definitiva.

Gli arredi hanno il loro linguaggio e bisogna imparare a dialogare con loro.
Nella chiarezza e nella forza di questo dialogo si esprime tutta la personalità della vostra casa.

LO SPAZIO

Immaginate di partire per una vacanza e di dover riempire la vostra valigia.

Valutando lo spazio disponibile dovrete fare una attenta selezione di quello che dovete portare con voi.
Questo si, questo no, come sarà il tempo eccetera.
Dovrete quindi eliminare il superfluo e forse rinunciare a qualcosa che avreste portato con voi volentieri.
Poi dovete disporre con molta cura abiti ed oggetti per evitare sprechi di spazio .
Infine dovete evitare di riempirla al massimo per poterla chiudere agevolmente, per limitarne il peso e perché vi servirà dello spazio per riporre al ritorno i vostri nuovi acquisti e i ricordi della vostra memorabile vacanza.

Nell’arredare la vostra casa dovete comportarvi nello stesso modo.
State per fare un viaggio molto importante e non potete permettervi di sbagliare.
Se acquistate un divano di troppo o un tavolo troppo grande potreste trovarvi a decidere se saltarvi su per circolare per casa o tentare di vendere i mobili di troppo al vicino o a metà prezzo su Ebay.

Potrà sembrarvi scontato ma non lo è assolutamente.

Mi capita ripetutamente di combattere con clienti che sopravvalutano lo spazio a disposizione ed è difficile smontarne le  aspettative.
Molti scambiano la propria ventiquattrore con la borsa di Mary Poppins  ed accade così frequentemente che ho cercato di capire cosa si cela dietro questa ripetuta ed errata valutazione.
Da un lato vi è un’ innocente ignoranza , dall’altro la voglia di riempire e non volere rinunciare a nulla.
Dovete attentamente valutare i volumi reali di quello che inserite preoccupandovi di lasciare lo spazio vitale per muovervi .

Rinunciate così a farcire le camere per ragazzi di guardaroba da usare personalmente a favore di spazio dove i bambini possano giocare ed ospitare gli amici del cuore.
Lasciate in cucina lo spazio per piegarvi, allontanarvi, aprire cassetti e cestoni.
Prevedete di poter star seduti comodamente intorno ad un tavolo e lasciare dietro di voi lo spazio per far passare qualcuno.
Lasciate libere le vie di transito verso porte, finestre ed altri ambienti.

Fatevi seguire da un esperto o se volete far da voi e non sapete usare un programma di grafica fate questa semplice operazione.
Dopo aver fatto un rilievo della stanza, fate una pianta in scala uno a venti.
Niente paura è semplice! Basta saper contare di due in due .Un millimetro sulla riga corrisponde a 2 centimetri;1 cm a 20cm;5cm ad 1 metro.
 Quindi se avete ad esempio una parete di mt 3,20 dovete tracciare 16 cm. O lo fate direttamente sul righello contando a due a due o dividendo 320:20=16.
Dopo aver disegnato in scala la vostra stanza ora ritagliate su di un foglio di carta, possibilmente colorato, le sagome degli arredi che volete inserire utilizzando la stessa scala.
Quindi per simulare un divano tre posti basterà fare un rettangolo di cm 4,5x10 (cm90x200) e così via.
Posizionate le sagome realizzate e divertitevi.

Questo gioco lo faccio spesso con i miei clienti per farli interagire e funziona meglio di un rendering di alto livello.

Prima di avventurarvi in facili acquisti valutate quindi lo spazio di cui disponete e partite dal presupposto che certamente state sopravvalutando lo spazio a disposizione.

LA FUNZIONALITA’

Negli anni settanta ricordo che le auto familiari erano poco apprezzate, forse perché etichettate come macchine da lavoro. Ora le station wagon sono più gradite delle berline.
Nella cucina componibile italiana il frigorifero di libera installazione era considerato antiestetico e gli veniva preferito quello ad incasso. Ora si preferisce il frigo free standing.
Cosa dire dei suv? E delle monovolume? Della finta pelle? Del laminato effetto legno?Del finto marmo?
Del gres effetto parquet?Degli infissi in pvc?

Quello che hanno in comune queste evoluzioni del gusto nasce dalla ricerca di maggiore funzionalità.
Il funzionale finisce per cambiare il gusto e diventa bello anche quello che prima ci sembrava orribile.

Nel mio lavoro mi capita spesso di leggere nelle espressioni dei miei clienti una notevole soddisfazione di fronte ad armadi molto capienti, a piani di lavoro grandi e maltrattabili, a divani comodi il cui comfort è intuibile già dalle forme.
E’ scontato che ogni prodotto che acquistiamo deve servirci a qualcosa e ci deve facilitare la vita.
Quello che è meno ovvio è che il giudizio estetico risenta della minore o maggiore funzionalità ma questo accade frequentemente.

Se si sceglie ad esempio con molta cura un divano valutandone solo gli aspetti estetici e poi con l’uso ci risulta scomodo , finiremo per odiare quel divano e nelle scelte successive, i divani con caratteristiche analoghe li scarteremo perché ci risulteranno brutti oltre che scomodi.

La stessa cosa vale per materiali nobili ma poco resistenti, per mobili essenziali ma poco capienti e per prodotti che hanno deluso le nostre aspettative perché valide per una funzione ma non adeguate per le nostre specifiche esigenze.

Naturalmente bisogna considerare anche la soggettività nella valutazione del “funzionale”.
Quello che è funzionale per alcuni potrebbe non esserlo per altri.

Un tavolo in legno massiccio può essere funzionale per chi cerca resistenza ma scomodo per chi deve spostarlo continuamente.
Una superficie lucida può essere per alcuni facile da pulire perché molto liscia e scomoda per altri che vedono le impronte.
L’acciaio è bellissimo per alcuni  ed  odiato da altri e sapete perche?
Pensate che sia un problema estetico?
Niente affatto è tutto legato alla facilità della manutenzione, ovviamente soggettiva.
Gli allergici alla polvere non amano i tappeti, i letti tessili,i tendaggi, gli armadi a persiana, il rattan.
Problemi di gusto? Certo ma legati alla difficoltà di spolverare.

Prima di acquistare un mobile chiedetevi quindi a cosa vi serve e accertatevi che quello che state scegliendo vi soddisfi pienamente sotto l’aspetto funzionale.

Non dico che dovete scegliere un prodotto funzionale ma brutto per voi.
Dico che se non risponderà pienamente alle vostre necessità, prima o poi finirete per odiarlo.

MODA  E TENDENZA

Nell’abbigliamento si segue la moda che cambia continuamente e il nostro guardaroba va rivisto periodicamente.
Anche l’arredamento è soggetto a mode e tendenze ma non possiamo certamente cambiare i nostri arredi con la stessa facilità.

Alla fine degli anni ottanta esplose la moda dell’erable  (un’essenza ricavata dall’acero con effetto puntiforme),proposta in grigio, grigio verde ed in seguito in altri colori.
I negozi erano pieni di mobili in erable e la gente chiedeva solo erable.
Dopo qualche tempo se volevi offendere qualcuno , bastava gli proponessi l’erable e dopo poco aumentarono sensibilmente le richieste di permute.

La stessa sorte è capitata ai mobili juventini (bianco e nero), milanisti (rosso e nero) e per fortuna a nessuno è venuto in mente di lanciare la moda del nerazzurro, non perché sono anti interista ma semplicemente perché questi due colori insieme non sono gradevolissimi nell’arredamento.
C’è stato il teak, il wengè, il rovere chiaro, il frassino,il palissandro, l’etnico, tutti passati più o meno di moda.

Anche nell’arredamento tradizionale ci sono state le mode.
Il mogano color melanzana, la radica di ulivo,i letti in ottone o ferro battuto,il “classico contemporaneo”(??), le smielature  con strass e Swarovski e così via.

Il risultato di seguire la moda è purtroppo quello di vedere il proprio arredamento un po’ vecchio dopo poco tempo.
Cosa fare quindi?
Se avete molti soldi potete anche non preoccuparvi e l’industria del mobile vi ringrazierà.
Se non disponete di grandi risorse finanziare ma vi piace essere sempre in prima linea con le mode vi converrà spendere il meno possibile ed acquistare prodotti economici e in questo caso vi ringrazierà la grande distribuzione.

Un’ altra possibilità è seguire le tendenze, che a differenza della moda sono più durature.
Le tendenze sono meno esplosive, sono discrete, non vengono sfruttate dalle aziende in modo massiccio perché in apparenza non danno risultati immediati ma a lungo tempo finiscono per diventare dei classici.

L’arredamento caldo con essenze tipo il noce nazionale e colori morbidi, il letto tessile, la cucina con gola,
il bianco,il divano in lino sono alcuni esempi di tendenze apparse discretamente sul mercato  negli anni passati ma ancora attuali.

Se volete quindi evitare di acquistare mobili che prima o poi vi sembreranno superati , lasciate stare le mode e rispettate il capitolo della “Personalità”, ricercando nelle “Tendenze” quello che vi soddisfa pienamente.

Il vostro portafogli  vi ringrazierà.

LA STRAORDINARIETA’

Da bambino adoravo andare alla drogheria “Ramunni”.

Vi si vendeva di tutto , dal petrolio alle caramelle, merceria e giocattoli, prodotti per il mare, per il carnevale e per ogni evenienza. Un mondo incantato con i suoi misteri e i suoi odori e la cosa che mi affascinava di più era uno scaffale integrato che mascherava un passaggio segreto.
Di tanto in tanto Ramunni  faceva ruotare lo scaffale con una semplice manovra meccanica liberando così il passaggio verso un posto segreto cui poteva acceder solamente lui.

E’ davvero strano che a distanza di quasi cinquant’anni  io conservi questo ricordo che mi capita di condividere spesso con i miei coetanei.
  Questo scaffale era diverso dagli altri e non più bello o più curato o più prezioso o più colorato.
Era diverso ed era appunto “straordinario”.
La sua straordinarietà ha fatto si che prendesse un posto di primo piano nella mia mente e non ho particolari ricordi di nessun altro scaffale visto in altri negozi frequentati nella mia infanzia.

La stessa cosa vale per le centinaia di case in cui sono stato.
Ho visto case molto curate, ben arredate e ben strutturate ma della maggior parte ho ricordi sfuocati.
Quelle che ricordo meglio sono quelle che avevano qualcosa di straordinario.
Un giardino d’inverno delimitato da pareti in vetro al centro di un soggiorno;
una vecchia casa nel centro storico di Noci di appena trenta metri, restaurata con grande cura e rispetto dei materiali originali recuperati pazientemente;
un semplice appartamento  con le pareti tutte di colore diverso;
una casa con un pavimento in monocottura manuale di colore azzurro;
i trulli ….  sono così straordinari che non mi stanco mai di guardarli e mi meravigliano ancora .

Questi sono alcuni esempi e non c’entra la dimensione o la qualità o la perfezione.

Lo straordinario è quello che non ti aspetti e se volete una casa memorabile dovete osare e non temere.
Pensate alla “casa sulla cascata” di Wright . è certamente un capolavoro architettonico di integrazione della tecnica e della natura , ma di certo quello che stupisce è la cascata senza la quale non sarebbe certo passato alla storia.
  Solo ad un sognatore folle poteva venire in mente un’opera del genere ed un pizzico di follia è l'ingrediente indispensabile, ingrediente che spesso ci manca.

Se volete quindi rendere la vostra casa" straordinaria", sognate e pensate a qualcosa di diverso con un po’ di follia e poi trovate il coraggio di realizzarlo.

LA VITALITA'

Esistono le case intese come "focolare" e quelle che si ispirano ai musei.

Ci sono case perennemente disordinate che mi rendono felice perché al loro confronto la mia, che non è certo un esempio di ordine supremo, sembra una moneta appena coniata.
E giustamente mi viene detto "scusa il disordine" ed io celando la mia soddisfazione rispondo"vedessi la mia!"

Ci sono poi case perfette,con il parquet senza un graffio, con gli oggetti al loro posto, pulitissime, senza nemmeno un mazzo di chiavi sul tavolo, senza l'ombra di una pantofola che spunta dal letto. Normalmente anche in queste case mi viene detto "scusa il disordine"
e a me verrebbe di rispondere "non ti preoccupare capita a tutti!".

Ci sono quindi case in cui entro volentieri ed altre da cui voglio scappare.

A voi piace la "casa casa" o la "casa museo"?

Vi sentite a vostro agio in una casa in cui entrando sapete dove mettere i piedi o in una in cui vedete delle pattine ai lati della porta e siete terrorizzati perché il padrone vi potrebbe intimare un cambio di scarpe e non ricordate se i vostri calzini sono bucati?

Vi piacciono le librerie piene di libri vecchi e nuovi e grandi e piccoli, con tutte le copertine colorate e  rotte o preferite le librerie con i libri tutti dello stesso colore o con libri finti(giuro che li ho visti davvero!) ?

Vi piace parlare con una persona imperfetta in carne ed ossa o con un bellissimo manichino?

Vi piace assistere ad uno concerto dal vivo o preferite il play back?

Io non ho dubbi e spero che siate del mio stesso parere.

Ma la cosa davvero strana è che mi è capitato tante volte di entrare in case museo e quasi sempre vi era la mano di un architetto o di un arredatore.
Non è certo colpa del professionista che ha fatto molto bene il suo lavoro ma piuttosto del cliente che pensando alle case della pubblicità ha dimenticato che una casa senza vitalità è come una bambola gonfiabile per fare l'amore o un caminetto con la fiamma disegnata sul vetro per riscaldarsi.

Rilassatevi e pensate che la casa va vissuta pienamente da voi e dalla gente che amate.

Non imitate le riviste i film e i negozi di arredamento(compreso il mio)e sforzatevi di rendere viva e vera la vostra casa.
Se avete bambini non tarpategli le ali , se avete amici non metteteli a disagio.

Se volete arredare per bene la vostra casa non dovete tralasciare il concetto di vitalità perché ne è parte integrante e quindi imprescindibile.

LA POESIA

Immaginate di dare ad un bambino  un sacchetto con dentro le parole di una grande poesia d’autore e di fargliele disporre a suo piacere ma ordinatamente su di un tavolo.

Quante possibilità ha il piccolino di ricomporre perfettamente la poesia originale?

Il risultato sarà presumibilmente disastroso anche se le stesse parole formano nel giusto ordine una grande poesia.

La poesia suscita emozioni perché l’autore sa come rendere il contenuto vibrante ed evocativo scegliendo ed accostando le parole in modo profondamente personale.

E’ necessario quindi pensare i singoli mobili come fossero parole, i colori come fossero aggettivi, lo spazio la punteggiatura e l’ambiente intero una poesia che esprime un  profondo sentimento.

Potete esprimervi in prosa o in poesia nella vostra casa ma evitate di estrarre le parole dal sacchetto come il nostro piccolo amico e disporle tanto per colmare degli spazi.

Arredare è un arte e sta a voi decidere se parlare o bestemmiare, cantare o stonare, sussurrare o urlare ,
starci bene o starci male.
Michele De Biase